Maastricht e il Tefaf: tanti musei sotto un unico cielo

Scritto da Valentina Valentina  in 

L’Olanda, paese dei fiori! E per non smentire le sue tradizioni, cascate di rose bianche, piccoli garofani rosa e fresie dai toni pastello che inondano l’ingresso del Tefaf a Maastricht, la più importante Fiera d’Arte e Antiquariato al mondo.
Un vero spettacolo! Ogni anno le migliori gallerie, i principali mercanti d’arte e il gotha delle direzioni dei musei si danno appuntamento, qui, per fare business. Hanno affollato questa edizione 71.000 visitatori, tutti sotto il cielo del Tefaf, che si affida a un curioso indicatore al termine della fiera, per misurarne il successo: il numero di jet privati atterrati nel vicino aeroporto. Quest’anno siamo nell’ordine dei 400, un numero che mostra l’importanza assoluta della kermesse considerata il termometro del mercato globale dell’arte. Oltre 270 gallerie e 7000 anni di storia.

Dagli Old Masters al Novecento, dagli oggetti antichi alle arti decorative, dall’arte tribale al gioiello moderno. Si rimane colpiti dalla straordinaria cura degli allestimenti delle singole gallerie, ognuna rappresenta un piccolo museo studiato nei minimi dettagli, dalla scelta del pavimento alle pareti, agli ambienti finemente arredati alle stanze ovattate che svelano capolavori inattesi.

Quest’anno il Tefaf festeggia i sui 30 anni e tra gli “highlights” spiccano opere raffinate come il nudo classico raffigurante Giulio Cesare, prima opera scultorea in tiglio e piedistallo in noce, magnificamente scolpita dal Giambologna, stimata un milione e mezzo di euro (Tomasso Brothers Fine Art), e venduta ad un collezionista durante le prime ore di apertura della fiera.

Tra gli Old Master, da Colnaghi, una natura morta di Bartolomeo Cavarozzi ha svelato ad un esame ai raggi X la presenza sulla tela di una raffigurazione della Vergine con Bambino e Santo. Alla galleria Dickinson, invece, si fa notare un delicato e prezioso acquerello di Paul Cézanne del 1890 ca. , con raffigurata La montagne Sainte-Victoire, soggetto a lui caro. Prezzo richiesto: 4.600.000 euro. Contrapposta alla delicatezza impressionista risalta, da Wienner-Roither & Kohl-Bacher, un Basquiat, dal segno incisivo, con una cornice interamente ricoperta di chiodi per 7 milioni di euro.

E poi ancora un monumentale Buddha seduto, appartenente alla dinastia tarda Yuan e all’inizio dei Ming, Cina XIV sec., peso 350 kg per 1 milione di euro (Vanderven Oriental Art). Cifre da capogiro! I prezzi a sette zeri sono sempre in bella mostra con tanto di didascalia e le opere più interessanti vengono vendute solitamente in avvio di preview, indicatore il bollino rosso di “sold out”. Tra i gioielli esposti si rimane letteralmente incantati quando dalla galleria Hancocks viene svelata al pubblico una meravigliosa tiara “edoardiana” di oltre 800 antichi diamanti, 48 carati ca., appartenuta a Lady Delia Spencer, Prozia della Principessa Diana. Il piacere della vista dura solo pochi minuti: il pezzo viene acquistato subito dopo.

 

 

Quest’anno, al Tefaf, per la prima volta è stato invitato come ospite un museo italiano: la Galleria Borghese di Roma, tra le più ricche e ricercate collezioni d’arte voluta dal Cardinale Scipione Borghese (1577-1633), nipote di Papa Paolo V. In un raffinato allestimento color verde petrolio, la Galleria romana si presenta con un’esposizione dal titolo “Galleria Borghese-An Italian Legacy”. Tra i più importanti dipinti esposti, un’imponente tela del pittore napoletano Giovanni Battista Caracciolo (c.1578-1635) raffigurante Davide che regge la testa di Golia. L’opera solitamente è esposta nella galleria in posizione alta con limitata visibilità. In questa occasione il capolavoro può essere ammirato nella sua completezza e straordinaria bellezza. Altra opera significativa, dai colori accesi, recentemente restaurata, La Maga Circe di Dosso Dossi (c.1486-1542), pittore ferrarese del Rinascimento.

Tra le sculture spicca la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) in candido marmo bianco posizionata in contrapposizione a Il Sonno di Alessandro Algardi (1598-1645), in lucente marmo nero che enfatizza il concetto di sonno e notte. La Galleria Borghese è la perfetta sintesi della storia e dello sviluppo del collezionismo italiano tra il XVII e XIX secolo. Il Cardinale Scipione Borghese inventò di fatto il “collezionismo”, iniziando prima dai quadri per poi passare alle sculture. Può essere definita “la Collezione dei Capolavori” come spiega Anna Coliva, direttrice della Galleria. Rispetto agli altri musei nazionali è una collezione non ereditaria ma costruita liberamente, giorno dopo giorno, dal gusto eclettico e senza schemi di Scipione Borghese. La Galleria Borghese, che alla fine dell’anno celebra i primi venti anni dalla sua riapertura, dedicherà prossimamente una grande mostra a Gian Lorenzo Bernini.

In mezzo a tanti capolavori da museo, al Tefaf di Maastricht,  non sono mancati i momenti conviviali e le libagioni con flutes di champagne e degustazioni di Pata Negra Iberico insieme ad ostriche elegantemente servite.

 

TEFAF Maastricht, 9-18 marzo 2018, www.tefaf.com

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