Pablo Neruda e le sue case in Cile

Scritto da Laura Laura  in 

Visitare le case di Pablo Neruda in Cile è una piacevole scoperta. Si entra nel mondo della sua fantasia e attraverso gli oggetti conservati nelle tre splendide abitazioni si entra nella sua vita, profondamente diversa dall’immagine pubblica che lo accompagnò. Nonostante le convinzioni politiche (fu esponente del partito comunista, candidato alle elezioni presidenziali, ambasciatore del Cile a Parigi, esiliato dal regime di Pinochet)  Pablo Neruda – che nel 1971 quando era ancora in Francia ricevette il premio Nobel per la letteratura – condusse una vita all’insegna delle stravaganze e dell’ostentazione. Come lui stesso ammise più volte nei suoi scritti, era e rimase un bambino a cui piaceva giocare. Amava ripetere: “l’uomo che non gioca ha perso il bimbo che vive in lui”. Visitare le sue case è come salire su una giostra, ognuna con le sue peculiarità, intrisa di storia e passione. Nel 2004, per il centenario della nascita di Pablo Neruda (nacque il 14 luglio del 1904 a Temuco, nel sud del Cile) le tre case, rispettivamente a Santiago del Cile, Valparaiso e Isla Negra, sono diventate musei gestiti dalla Fondazione Pablo Neruda, visitabili in modo smart con l’ausilio di audio guide. Ciascuna visita richiede al massimo 40 minuti.

Pablo Neruda pablo neruda - neruda 1 263x300 - Pablo Neruda e le sue case in CileC’è chi le ha definite “poesie immobiliari”, scritte non con le parole ma con gli oggetti raccolti con cura nel corso di una vita. Alcuni di grande valore acquistati alle aste, quando era ambasciatore a Parigi, altri bizzarri comprati nei mercatini di tutto il mondo: bottiglie, polene di navi, conchiglie, suppellettili e chincaglierie varie. Pablo Neruda era un collezionista patologico: soffriva terribilmente se non entrava in possesso degli oggetti desiderati. Da italiana mi ha colpito molto la sua predilezione per gli oggetti di Fornasetti che pullulano in tutte le sue case.

 

Pablo Neruda: la Chascona a Santiago del Cile

La Chascona è la casa di Santiago del Cile. Il suo rifugio, quando mentiva alla prima moglie, Delia del Carril, dama dell’alta borghesia argentina, per raggiungere l’amante, Matilde Urrutia, donna semplice del sud del Cile, che viveva  a Bellavista, il quartiere bohèmien di Santiago, in una stradina sotto il Cerro San Cristobal. Matilde aveva i capelli rossi e arruffati, di qui l’appellativo “chascona” (scompigliata, arruffata) che Pablo Neruda le diede. E così chiamò anche la dimora d’amore divenuta poi una delle case ufficiali della coppia. Pablo Neruda non si separò mai da Matilde con la quale visse dal 1955 e che sposò in Italia a Capri. Dopo il colpo di stato del 1973 che portò alla caduta di Allende, La Chascona venne allagata e distrutta dai militari, ma fu poi rimessa in piedi e sistemata da Matilde che morì nel 1985, 12 anni dopo Neruda.

 

Pablo Neruda: la Sebastiana a Valparaiso

Oltre alla Chascona, Neruda acquistò La Sebastiana a Valparaiso, città di marinai e poeti a un centinaio di chilometri da Santiago, e un’altra nel borgo marinaro di Isla Negra, 45 chilometri a sud di Valparaiso, un “faro” sugli scogli con vista a 360 gradi sull’Oceano Pacifico. La Sebastiana è aggrappata sul cerro Florida, una casa super panoramica con vista privilegiata sull’oceano e sulle notti di Capodanno, famose a Valparaiso per i fuochi d’artificio. Vi si arriva dopo una faticosa salita se non si prendono i mezzi pubblici. L’arredamento ricorda l’interno di una nave con pareti curvilinee e arredi in tema. Pablo Neruda amava riempire la casa di amici e mangiare su tavole finemente apparecchiate con bicchieri di vetro colorati, “nei quali – diceva – l’acqua aveva un sapore migliore”. In tutte e tre le case è presente un angolo bar con il bancone dove il poeta, travestito da barman preparava per gli amici il Coquelon, cocktail a base di cognac, cointreau, champagne e succo d’arancia. Anche La Sebastiana fu vandalizzata dopo il golpe militare e successivamente rimessa in ordine dalla Fondazione.

 

Pablo Neruda: la Casa di Isla Negra

La Casa di Isla Negra, dal nome dell’omonimo villaggio, è forse la più suggestiva e spettacolare. E’ qui che Pablo Neruda dettò alla moglie la propria autobiografia, “Confesso che ho vissuto”, ed è qui che ci accoglie con uno dei suoi versi più famosi: “Sono tornato dai miei viaggi. Navigando ho costruito l’allegria”. In queste parole è racchiuso tutto lo spirito del poeta che traspare visitando le sue case. Isla Negra è una casa-barca, quasi incagliata sulla spiaggia, con il pavimento fatto conchiglie raccolte una ad una per “massaggiare i piedi ai suoi amici”, stracolma di oggetti raccolti e custoditi con cura. Colpisce la curiosa collezione di polene, le statue femminili di legno che abbellivano le prue degli antichi galeoni, i carillon, le scrivanie provviste di penne dall’inchiostro verde con cui scriveva i suoi sonetti, il letto che doveva avere sempre la posizione più panoramica di tutta la casa. A Isla Negra vedeva sorgere  e tramontare il sole nella stessa stanza. In questo letto, guardando l’amato oceano, Pablo Neruda morì di crepacuore e di cancro, poco dopo il golpe di Pinochet. Diciannove anni dopo la sua scomparsa, nel cortile esterno alla casa, a picco sul mare, Pablo Neruda e Matilde Urrutia sono stati sepolti l’uno accanto all’altra come il poeta chiese nelle sue disposizioni finali:

“Scavate accanto a me la fossa di colei che amo, e un giorno lasciate che mi faccia compagnia anche nella terra”.


Link utili

La Chascona, Santiago del Cile – Barrio Bellavistawww.fundacionneruda.org
La Sebastiana, Valparaiso – Cerro Floridawww.fundacionneruda.org
Casa de Isla Negra – Isla Negrawww.fundacionneruda.org

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