Certaldo, viaggio nel borgo medievale di Giovanni Boccaccio

Scritto da Valentina Valentina  in 

Certaldo è un borgo medievale di mattoni rossi dove visse e morì Giovanni Boccaccio. Vi apparirà su una collina, lungo la via Francigena nel cuore della Toscana: la Val d’Elsa. E’ una delle nostre ultime esperienze in questo periodo così anomalo che condiziona spostamenti e voglia di viaggiare. Ma non il desiderio di scoprire le tante bellezze dell’Italia che resta per noi la destinazione numero uno.

L’occasione della visita è stato un originale festival biennale dedicato all’empatia, ai racconti della gente tra la gente, alla straordinarietà del quotidiano: CI SONO SEMPRE PAROLE (non) festival delle narrazioni popolari (e impopolari) è il titolo della rassegna organizzata  a rotazione nei comuni dell’Empolese Valdelsa, territorio che ha dato i natali ad alcuni geni universali come Leonardo da Vinci, Giovanni Boccaccio e Ferruccio Busoni. Il festival si è svolto quest’anno nei comuni di Certaldo e Gambassi Terme con il sostegno del sistema museale diffuso della zona, il MuDEV. A fare da sfondo la mostra d’arte contemporanea Stoner.Landing pages allestita nella sede del Palazzo Pretorio di Certaldo. www.prolococertaldo.it

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Certaldo

Certaldo: La mostra Stoner. Landing pages.

Otto artisti contemporanei per otto personaggi sono i protagonisti della collettiva Stoner. Landing pages, ispirata al romanzo dell’americano John Williams del 1965 e diventato un caso letterario. La mostra, curata da Cinzia Compalati e Andrea Zanetti rientra nell’iniziativa CI SONO SEMPRE PAROLE (non) festival delle narrazioni popolari (e impopolari)  promossa dal MuDEV che, alla sua seconda edizione, ha animato il borgo medievale di Certaldo e l’intero territorio dell’Empolese Valdelsa. Una biennale che offre spettacoli ed eventi con l’obiettivo di rimettere al centro le persone stimolando la capacità di ascolto attraverso racconti di vita vissuta dei protagonisti della rassegna, ovvero i cittadini.

L’empatia, la capacità di immedesimarsi nello stato d’animo dell’altra persona sono il filo conduttore della mostra Stoner. Landing pages. L’esposizione è ospitata nel Palazzo Pretorio, l’antico castello feudale del borgo alto ed è articolata in fotografie, performance, video, musica e installazioni. Stoner è la storia di un professore universitario che conduce una vita normale con i drammi, le passioni, gli amori, le sconfitte di un’esistenza qualunque in cui tutti possono riconoscersi. Un libro che parla di noi ricordando talvolta l’amara quotidianità e tirando fuori le parole che nessuno vorrebbe ascoltare ma che fanno parte del nostro vissuto.

I personaggi del racconto si animano attraverso le immagini fotografiche in bianco e nero dell’artista Mauro Fiorese (1970-2016) che testimonia il sentimento d’amicizia e la sua battaglia contro il cancro. La torinese Roberta Montaruli interpreta l’amante di Stoner e la sua storia d’amore in una video-installazione; l’artista Zino realizza digitalmente con le parole del romanzo un ritratto dell’antagonista di Stoner. Quattro scatti fotografici per descrivere il protagonista portano la  firma di Stefano Lanzardo e un occhio ceruleo ripreso in un video diventa la telecamera di sorveglianza per Eleonora Roaro che afferma la propria identità cancellando con pennellate di vernice rosa tutte le figure maschili presenti in foto vintage di matrimoni. E poi ancora Jacopo Simoncini, Emiliano Bagnato, Giuliano Tomaino comunicano attraverso il suono lo stridore dell’esistenza.

La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2021 e l’ente promotore  MuDEV Museo diffuso dell’Empolese Valdelsa ha ideato il passaporto dell’arte sul genere del passaporto del pellegrino della via Francigena che attraversa il territorio circostante. Un’originale proposta per il visitatore che ha la possibilità di visitare 21 musei in 12 comuni al costo di 15 euro l’anno con validità dal primo ingresso. Un cammino nell’arte per diventare pellegrino della cultura.

www.museiempolesevaldelsa.it

Certaldo, il borgo-castello rimasto intatto

Certaldo è un piccolo gioiello. Un borgo-castello arroccato sulla collina, location prediletta dalla coppie di sposi per i matrimoni. Si raggiunge dalla stazione dei treni (a un’ora con il regionale da Firenze). Da Certaldo basso con la funicolare o in auto si sale a Certaldo Alto. Appena superate le mura sembra di tornare indietro di sei secoli. Il borgo è rimasto urbanisticamente intatto sin dalla fine del 1400 anche se le sue origini si perdono nel periodo etrusco, attorno al VI-IV sec. a.C. Con un po’ di fantasia si respira ancora l’aria di Boccaccio che qui visse e mori nel 1375 e al quale sono dedicati il corso principale e un piccolo museo con importanti reperti, tra cui una collezione di calzature datata 1300.

Il museo più rappresentativo di Certaldo è Palazzo Pretorio o del Vicario che si trova sulla sommità di via Boccaccio. Fabio Cibecchini alias il toscano strano ci ha condotto nella visita di questa meraviglia. Qui i vicari amministravano la giustizia e al termine dell’incarico lasciavano il proprio stemma di famiglia sulle facciate dell’edificio. E nelle prigioni attigue dove si trovavano anche le stanze della tortura, i condannati a morte vedevano un ultimo bagliore di bellezza prima dell’esecuzione capitale: il Tabernacolo dei Giustiziati, capolavoro di Benozzo Gozzoli. Palazzo Pretorio è uno dei 21 musei del mosaico MuDEV.

A Certaldo si trova la Casa del Boccaccio, ricostruita quasi del tutto dopo la Seconda Guerra Mondiale e Palazzo Giannozzi, un antico edificio padronale oggi sede di botteghe artigiane con il curioso Museo del Chiodo. Nella Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo riposano le spoglie di Giovanni Boccaccio. Certaldo è famosa anche per la produzione della cipolla, presidio slow food, dolce o pungente a seconda delle stagioni, amata dal Boccaccio che ne parla nel suo Decamerone. Altra curiosità gastronomica di Certaldo il cappuccino: al bar Boccaccio ne fanno di speciali con ghirigori e decorazioni in superficie. www.barboccaccio.it

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Gambassi, Pieve di S. Maria in Chianni

Gambassi Terme, il comune medievale sulla via Francigena

A dieci chilometri da Certaldo, percorrendo colline variopinte e vigneti di Chianti si arriva a Gambassi Terme, la 21esima tappa della via Francigena tra S. Miniato di Pisa e S. Gimignano da cui dista soli 13 chilometri mentre 28 chilometri la separano da Volterra, famosa per la produzione di alabastro. Gambassi possiede fonti di acqua termale sulfurea utilizzata per le terapie idropiniche indicate nella cura di patologie legate all’apparato digerente e respiratorio. Gambassi era rinomata in epoca medievale e rinascimentale per l’arte vetraia e la produzione di bicchieri, i cosiddetti gambassini. Il più famoso degli artisti artigiani  fu Becuccio Bicchieraio. Oggi i laboratori sono scomparsi, esiste solo un piccolo Museo del Vetro con un’esposizione permanente.

Il centro storico del borgo è animato da localini e ristoranti tipici ma c’è una curiosità che ci ha colpito: l’abbondanza di piante grasse ornamentali agli ingressi e sui davanzali delle case. Grazie alle guide esperte di Gambassi Experience abbiamo visitato la Pieve di Santa Maria in Chianni, che si trova poco fuori Gambassi Terme, proprio sul percorso della via Francigena che attraversa per 50 chilometri le colline dell’Empolese Valdelsa. Una pieve in stile romanico che al tramonto, con la golden hour si accende trasmettendo tutta la sua solidità e semplicità spirituali.

www.thegambassiexperience.com

Gambassi - Gerusalemme di San Vivaldo certaldo - 20200927 204939 1024x768 - Certaldo, viaggio nel borgo medievale di Giovanni Boccaccio
Gambassi, Gerusalemme di San Vivaldo

Sempre nei pressi Gambassi si trova la Gerusalemme di San Vivaldo, l’unico Sacro Monte del centro Italia e il secondo dopo quello piemontese di Varallo in Valsesia, un luogo straordinario di silenzio e pace, di fede e pellegrinaggio. Nacque come la Gerusalemme di Toscana poiché riproduceva nella successione delle sue cappelle le varie tappe della passione di Cristo ed era la meta di pellegrinaggio sostitutiva per tutti coloro che non potevano permettersi un viaggio in Terrasanta. Antonello Greco è il custode di questo luogo incredibile e di redenzione: oggi è un francescano laico ma viene da un passato difficile di tossicodipendenza.

La topografia di San Vivaldo riproduce la città di Gerusalemme in miniatura. Costruita intorno al 1500 dai frati minori di San Francesco comprendeva in origine 34 cappelle ma ne sono rimaste 17. Il percorso era definito la bibbia dei poveri poiché le scene, i volti e i dettagli delle statue di terracotta custoditi nelle varie cappelle, erano e sono così realistici da essere compresi da tutti, anche dagli analfabeti. Il cammino di grande impatto emotivo anche per chi non è un credente puro,  si conclude sul monte Golgota con la crocifissione e la resurrezione di Gesù. Le visite sono guidate e su prenotazione

www.sanvivaldointoscana.com

Certaldo - Cucina Giuseppina certaldo - 20200917 092646 - Certaldo, viaggio nel borgo medievale di Giovanni Boccaccio
Cucina Giuseppina

Certaldo: cooking class da Cucina Giuseppina

Cosa c’è di più simpatico e appagante dell’imparare una ricetta, realizzarla con le proprie mani e poi mangiarla? Da Giuseppina cooking class si vive questa esperienza. Nelle campagne di Certaldo tra le colline di vigneti si trova il ristorante-cucina-tenuta agricola di Giuseppina.  Un luogo che ricorda le pennellate degli impressionisti. Cucina, sala da pranzo e tavolo da lavoro sono nello stesso ambiente, all’aperto, circondati da tende svolazzanti. Giuseppina, coadiuvata da due figli, Simone e Luca e dalla nuora Antonella, ha imparato a cucinare dalla madre siciliana e dalla zia, affinando le sue abilità negli anni. Dopo aver lavorato in fabbrica ha deciso di aprire il suo catering e avviare vent’anni fa, quando ancora nessuno ne parlava, lezioni di cucina per i suoi ospiti.

Un’attività che fa letteralmente impazzire i clienti americani a Certaldo. Ci siamo cimentate con i pici all’aglione che è l’aglio più grande, leggero perché non contiene l’aglina e pregiato visto che può arrivare a costare anche 40 euro al chilo. Abbiamo fatto la pasta a mano impastando farina, acqua e uova, tagliato la sfoglia ottenuta con la macchinetta a manovella, preparato il sugo con pomodori freschi dell’orto, cucinato l’aglione in padella fino a farlo diventare cremoso. Et voilà! Un gustoso piatto di pici all’aglione cotti in 3 minuti nell’acqua bollente. Un’esperienza divertente accompagnata dai consigli di Giuseppina e del suo staff che segue gli ospiti con attenzione. E tra le risate e un buon bicchiere di vino della tenuta di Giuseppina, si trascorrono alcune ore spensierate. Se vi interessa la ricerca del tartufo, Luigi, il marito di Giuseppina, vi porterà a caccia di profumati tuberi.

www.cucinagiuseppina.com

Certaldo: dove dormire

L’Antica Torre del Borgo a Certaldo è un delizioso b&b che si sviluppa nei piani alti di una torre medievale di fronte al Palazzo Pretorio. Vi si accede salendo 45 scalini che vi condurranno in quattro camere, una diversa dall’altra con affaccio su vicoli, scorci sui tetti e panorami toscani.

www.anticatorredelborgo.it

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sorelle su marte - sorelle - Chi siamoNon siamo solo sorelle. Siamo quasi “gemelle”. I nostri genitori sono stati così attenti da farci nascere lo stesso giorno, il 5 luglio, a distanza di 3 anni l’una dall’altra. Romane di nascita, cresciute sempre insieme nella “Città Eterna”, abbiamo vissuto nella stessa stanza condividendo sogni e aspirazioni fino a quando le nostre vite hanno […]Leggi di più

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