Varsavia: mezza giornata nella capitale polacca

Scritto da Laura & Valentina Laura & Valentina  in 

Varsavia: l’abbiamo visitata velocemente durante il nostro primo viaggio in Polonia con destinazione Lodz, la nuova meta della creatività polacca. La tappa a Varsavia, dove si atterra e si riparte, è d’obbligo e merita un viaggio a sé. Varsavia è una città sorprendente e ricca di piacevoli contrasti. Molti sanno che è la patria Chopin, ma pochi sanno che a Varsavia è vissuto per 13 anni ed è morto il Canaletto.

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Una capitale europea proiettata pienamente nella modernità che non nasconde il suo passato doloroso. Completamente rasa al suolo da Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale è stata interamente ricostruita e il suo centro storico inserito nel patrimonio Unesco. Varsavia ha vissuto un’epoca di splendore nei secoli scorsi a partire dal 1300 quando fu fondata.  Poi le tristi vicende della guerra, il successivo dominio comunista e la legge marziale nel 1981 proclamata dal dittatore Jaruzelsky. Ma con la caduta del muro di Berlino la città si è nuovamente aperta al mondo. Sono arrivati investitori internazionali e nel giro di pochi lustri Varsavia è diventata un gioiello articolato in 18 quartieri con costruzioni avveniristiche firmate da archistar, infrastrutture moderne come metro e stazioni ferroviarie, e interi quartieri riqualificati. Chi pensa di trovare a Varsavia solo le tracce di un retaggio realsocialista resterà sorpreso. C’è molto più “occidente” in Polonia di quanto si possa pensare, a cominciare dall’indole allegra della popolazione.

Varsavia: come muoversi in poco tempo

Anche a Varsavia, come a Lodz, ci siamo affidate a una validissima guida messa a disposizione dall’ente del turismo polacco.  In una manciata di ore ha saputo trasmetterci i valori principali di questa splendida città. Si chiama Joanna Bonini , è polacca ma sposata con un italiano e quindi parla benissimo la nostra lingua (joanna.varsavin@gmail.com).

Già uscendo dalla stazione centrale il colpo d’occhio è notevole. Alla sinistra un centro commerciale dalla sagoma sinuosa, davanti il Palazzo della Cultura e della Scienza, edificio copia delle Sette Sorelle (per chi non le conoscesse sono gli imponenti edifici, sede dei ministeri a Mosca), e a destra le costruzioni storiche sopravvissute alla distruzione della guerra.

Varsavia: i musei

Il Museo Nazionale, dalla tipica architettura realsocialista, accoglie una collezione di 830 mila pezzi di ogni epoca. Noi, abbiamo visitato la nuova ala, aperta nel 2017 e dedicata al design polacco dagli anni 50 ad oggi.

Varsavia ha molti punti panoramici ed è particolarmente estesa. Attraversando la Vistola, il fiume che taglia a metà la città, per andare nel quartiere Praga, è ben visibile alla nostra sinistra il nuovo stadio a forma di cestino. Un’architettura davvero curiosa! Praga (dalla parola polacca “bruciare”) è il quartiere oltre il fiume, considerato la parte più autentica della città. Era il Bronx di Varsavia, oggi è il distretto dell’arte e della creatività. Tra le varie attrazioni, il Museo dei Neon all’interno di un vecchio fabbricato industriale. In esposizione una bella selezione di insegne luminose (con testimonianze anche fotografiche) che coloravano gli anni più tristi e bui del comunismo. Neon che furono definitivamente spenti nel 1981 con la legge marziale. Una chicca di urban art da non perdere.

Riattraversiamo la Vistola e ci tuffiamo nel realsocialismo del quartiere MDM, l’area residenziale comunista costruita negli anni ’50. In piazza della Costituzione troviamo il Museo Zycia, che mostra la vita al tempo del comunismo. Memorabilia, oggetti della quotidianità, la ricostruzione di un appartamento-tipo con tutti gli arredi dell’epoca, di un negozio con gli scaffali rigorosamente vuoti e di un tipico caffè. Ricordi ben impressi nella mente di molti perchè appartengono ad un passato tutto sommato ancora vicino.

 

Cambiamo decisamente quartiere e ci proiettiamo nella modernità della Piazza Europea tra grattacieli avveniristici di recente costruzione, giardini ed edifici del passato decorati con graffiti, che convivono perfettamente nella dimensione futuristica di questa parte della città. Ci colpisce un ristorante a forma di cuore (nel senso dell’organo anatomico) e una galleria di maxi oblò all’aperto con esposizioni di arte contemporanea.

 

Lasciamo velocemente il futuro per tornare nel glorioso passato scoprendo la Citta Vecchia, una vera perla. La vediamo in notturna, illuminata e brulicante di gente. Un bel colpo d’occhio passeggiare lungo la Via Reale, il viale pedonale su cui si affacciano le residenze reali. Ci sono le panchine per ascoltare i brani di Chopin, i mangiafuoco che si esibiscono davanti al Castello riaperto nel 1984 e il duomo gotico del 1300, anch’esso ricostruito. Tutto il centro storico, compresa l’iconica Piazza del Mercato dai tipici edifici colorati, sono patrimonio Unesco.

Il nostro rapido giro di Varsavia è finito qui. Ma Varsavia è tanto altro. E’ possibile scoprirla attraverso tour dedicati a Chopin, ammirare lo splendore della Varsavia reale, riflettere sulle tracce della Varsavia in lotta e su quella ebraica, e ripercorrere gli anni del comunismo attraverso la Varsavia realsocialista.

 

Varsavia: come arrivare

In aereo da Roma e Milano con voli diretti Alitalia e Wizz Air. Dall’aeroporto F. Chopin con la metro si raggiunge in venti minuti la Stazione Centrale.

 

Varsavia: dove dormire

Il Polonia Palace si trova davanti alla Stazione Centrale. Uno dei pochi edifici sopravvissuti alla guerra, è un hotel di recente ristrutturazione, molto elegante e confortevole.

 

Varsavia: dove mangiare

A 5 minuti a piedi dal Polonia Palace c’è il Kieliszkinahowej, un ristorante intimo, chic e con una bella cucina a vista. Propone specialità polacche rivisitate in chiave gourmet. Anche in questo caso non ci siamo fatte mancare i pierogi, i ravioli tipici.

 

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