Agrichef Festival: ad Amatrice con Cia-Agricoltori Italiani

Scritto da Laura Laura  in 

Oggi vi raccontiamo un’esperienza “gustosa”, l’Agrichef Festival. Siamo state selezionate nella giuria di un premio gastronomico, insieme ad altri food-blogger, chef stellati e critici gastronomici: la finale del Agrichef Festival, evento promosso dalla Cia-Agricoltori Italiani  e dalla sua associazione agrituristica Turismo VerdeLa manifestazione si è svolta ad Amatrice, all’interno dell’Area Food (progettata da Stefano Boeri) che oggi ospita i ristoranti del centro storico del comune ancora sotto le macerie dopo il devastante terremoto di 3 anni fa (https://www.amatriceturismo.it/ricettivita/).

Già il solo arrivare in queste zone suscita desolazione: edifici crollati da un lato all’altro della strada, transenne, impalcature e qualche gru all’orizzonte. Ma la vita continua e l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Filippo Palombini sta facendo il possibile per mantenere sempre alta l’attenzione su questo piccolo gioiello dell’alto Lazio, famoso in tutto il mondo per l’amatriciana.

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Agrichef Festival: l’iniziativa

L’Agrichef Festival è uno dei tanti riflettori positivi. Ma veniamo al nostro ruolo di giurate. Assaggiare tante prelibatezze è sicuramente piacevole. Giudicare a tamburo battente il gusto di ben 13 specialità (preparate con passione dagli Agrichef provenienti da Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte e Veneto) richiede allenamento e una buona dose di concentrazione. Le degustazioni sono iniziate alle 11 del mattino e proseguite per ben 3 ore! Durante l’Agrichef Festival ogni Agrichef aveva a disposizione 10 minuti per illustrare la ricetta e raccontare la storia della propria struttura. Per i giurati un veloce assaggio delle pietanze accompagnate da un vino in abbinamento e poi subito la votazione in base a una serie di parametri: profumo, presentazione del piatto, stagionalità dei prodotti, rispetto della tradizione, etc. Sono tanti gli aspetti da valutare per dare un giudizio complessivo di una ricetta fatta di passione, sacrifici, lavoro.

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Agrichef Festival: chi sono gli Agrichef?

Il lavoro della giuria nell’Agrichef Festival – composta anche dal sindaco di Amatrice Filippo Palombini e da Anna Fratini, direttrice della scuola alberghiera di Amatrice –  è stato quello di individuare e premiare il miglior piatto espressione del territorio, rispettoso delle tradizioni, della stagionalità delle materie prime e il “racconto” della specialità. Di fronte ad una cucina degli “effetti speciali” ormai inflazionata, la risposta degli Agrichef è una cucina genuina e di riscoperta delle origini. Ma chi sono gli Agrichef? Se ne contano un centinaio in tutta Italia, riconosciuti dalla Cia (che per prima ha definito questa figura): cuochi e cuoche che “hanno i piedi nella terra, le mani in cucina e la testa nel loro agriturismo” (https://www.cia.it/agrichef/).

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Agrichef Festival: la ricetta vincitrice

La ricetta vincitrice dell’Agrichef Festival a livello nazionale è stata:

tortelli di gallina di Lonigo (una gallina nostrana conosciuta anche come “gallina di compagnia) al ragù con trilogia di asparagi, preparati dall’agrichef veneta Patrizia Zambon dell’agriturismo Ca D’Oro di Monticello di Fara, in provincia di Vicenza, che ha avuto la meglio fra i cuochi agricoli finalisti provenienti dagli agriturismi di tutt’Italia (www.agriturismocadoro.it).

Un piatto molto coreografico, dai colori pastello e dalla delicatezza femminile. Ma la scelta del vincitore è stata ardua perchè tutte le specialità in gara erano di altissimo livello e qualità. Ne ricordo qualcuna: i cavatelli con crema di caciocavallo podolico, mollica fritta e peperoni cruschi di Bianca Santa Maria della Basilicata, il coniglio in porchetta presentato con le erbe del campo di Vanda Paglialunga dell’Umbria, le fave nette (sgusciate a mano una a una) e cicorie selvatiche di Adealaide Gerardi della Puglia, la “pizza e fojie” di Carla di Crescenzo dall’Abruzzo. Un trionfo di sapori e tradizioni che solo i prodotti locali e le ricette di una volta possono trasmettere.

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A rendere questo evento ancora più stimolante, oltre alla scelta della location, la collaborazione con il Centro di formazione alberghiera di Amatrice (https://www.facebook.com/AlberghieroAmatriceSedeRieti/) in via di ricostruzione anche grazie al contributo di Cia-Agricoltori Italiani. Un gruppo di studenti ha preso parte alla manifestazione nel servizio a tavola e in cucina dove si sono cimentati con l’interpretazione dell’amatriciana.

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Il Festival è stata anche l’occasione per sottolineare l’importanza degli agriturismi italiani, una realtà che contribuisce allo sviluppo del turismo dei territori rurali. La diffusione dell’agriturismo produce infatti benefici nelle campagne grazie all’intervento di contadini e imprenditori che riportano in vita produzioni in pericolo di abbandono. Un ritorno alle origini che non può che giovare al corpo e allo spirito!

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