Roberto Casamonti, istinto e passione: a Firenze la collezione privata

Scritto da  Valentina  in 

Roberto Casamonti  e la sua collezione privata aperta per la prima volta al pubblico in Via Tornabuoni-Piazza Santa Trinita a Firenze. La stessa strada che ha visto nascere la storica Galleria d’Arte Tornabuoni della famiglia Casamonti nel 1981, riconosciuta come una delle più importanti gallerie d’arte moderna e contemporanea a livello nazionale e internazionale.

Roberto Casamonti: inaugurazione della collezione privata

Roberto CasamontiOggi, nel 2018, si realizza il desiderio di Roberto Casamonti con l’apertura al  pubblico della sua collezione privata. Cinquecento metri quadrati al piano nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, dedicati all’esposizione di oltre cento opere. L’antica dimora, di proprietà dei Principi Colonna è stata acquistata da Casamonti e attentamente restaurata esaltandone la bellezza e mantenendo alcuni elementi originali come i pavimenti di pregio in cotto del Cinquecento, e nel grande salone un monumentale camino in pietra. Un luogo in perfetto stile con il gusto di Casamonti. Grandi finestre si affacciano sull’asse visuale che collega Piazza Santa Trinita con Via Tornabuoni e al centro la Colonna di Giustizia, regalando un bellissimo scorcio di Firenze, così come è altrettanto suggestivo il cortile affrescato e decorato dell’antico palazzo. La collezione di Roberto Casamonti si qualifica come una delle maggiori raccolte d’arte moderna e contemporanea aperte al pubblico esistenti in Italia, al livello di un museo d’arte moderna e contemporanea. Mecenatismo messo a disposizione della collettività.

 

 

Collezione Roberto Casamonti: l’Associazione

Il cuore della collezione è nella scelta delle opere che rappresentano la lunga attività nel mondo dell’arte di Roberto Casamonti, in qualità di mecenate e di gallerista. Una raccolta concepita con passione,  istinto e  coraggio “senza paura di sbagliare”, come racconta lo stesso protagonista, che si è lasciato sedurre il più delle volte dal pezzo particolare, meno iconico, spesso osando nelle scelte. Le opere della collezione non saranno mai in vendita. “L’arte dovrebbe essere amata in quanto tale, per il suo valore educativo e per le emozioni che è in grado di suscitare”, osserva Casamonti che sottolinea l’importanza della condivisione. Per l’occasione è stata creata l’Associazione Collezione Roberto Casamonti. Il primo nucleo di opere è visitabile fino alla primavera del 2019 e parte dagli inizi del XX secolo agli anni ’60. La selezione dei lavori e il percorso espositivo sono stati curati da Bruno Corà, presidente della Fondazione Alberto Burri, che ha seguito il gusto personale di Casamonti.  Il secondo nucleo sarà esposto il prossimo anno e riguarderà opere dal 1960 ai nostri giorni.

 

Roberto Casamonti, da vero padrone di casa, ci ha guidato nel percorso. Colpisce all’ingresso, sopra il desk di accoglienza, un quadro figurativo: è il ritratto del padre Ezio ad opera di Ottone Rosai. Un’opera molto significativa per il mecenate perchè è da qui che ha origine la sua passione per l’arte e il dipinto rappresenta l’inizio della sua attività di collezionista.  Erano i primi anni Cinquanta quando Roberto Casamonti accompagnava da bambino il padre nello studio di Ottone Rosai che lavorava al suo ritratto. Il contatto con quell’ambiente diventò indelebile per Roberto, segnando positivamente tutto il suo percorso di vita. In seguito conobbe e apprezzò i linguaggi più contemporanei che divennero la sua vera passione come Fontana, Burri, Rotella, Vedova, Dorazio e Boetti.

 

Collezione Roberto Casamonti: la sala principale

Nella sala principale campeggiano bellissime tele di Giorgio De Chirico di vari periodi, dai primi Anni 20 al periodo metafisico, come Piazza d’Italia con piedistallo vuoto ed Ettore e Andromaca. Colpisce poi In ricognizione, quadro di Giovanni Fattori che ha partecipato anche alla Biennale di Venezia del 1899. E ancora un ritratto femminile di Giovanni Boldini, le nature morte di Giorgio Morandi, e Figure di Sironi. Su una parete risalta una natura morta di Renato Guttuso degli anni Quaranta tanto apprezzata da Casamonti. Ogni singola opera è un pezzo di vita di Casamonti, uno dei tanti tasselli che raccontano la sua passione e l’amore per l’arte.

 

Collezione Roberto Casamonti: la seconda sala

La seconda sala è dedicata agli artisti stranieri con opere di Pablo Picasso,  Paul Klee, Wassily  Kandinsky, Marc Chagall, Karel Appel, Pierre Alechinsky. Tra queste spicca un colorato collage a inchiostro di Le Corbusier datato 1960.  “La prima volta che ho pensato di comprare un Picasso non ho dormito per tre notti. Poi alla fine ce l’ho fatta”, ci confida Casamonti. Dietro ogni quadro c’è un personale aneddoto che fa apprezzare ancor di più la collezione.

Una stanza del museo è dedicata al gruppo Forma 1, formatosi intorno al 1947 a Roma. Una serie di opere di Piero Dorazio, come la grande tela dal titolo verdino,  Carla Accardi, Achille Perilli, Giulio Turcato. Le sale si susseguono una dopo l’altra con un taglio prospettico dato dalle aperture delle porte. In mostra anche opere di Afro, Giuseppe Capogrossi con le sue caratteristiche forchette, Ettore Colla, Tancredi, Emilio Vedova. Una grande scultura in bronzo lucidato di Giò Pomodoro fa da specchio riflettendo l’interno ambiente.

 

Collezione Roberto Casamonti: le sale predilette dal gallerista

E infine arriviamo alle sale predilette da Roberto Casamonti, quelle che espongono le opere di Lucio Fontana, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Manzoni. Quattro meravigliose opere di Fontana dialogano tra loro. Sono Concetto Spaziale L’Inferno, Concetto spaziale (Forma), Concetto Spaziale, Attese. Al centro una scultura nera Cavallo.  “Ho amato Fontana quando lo volevano davvero in pochi”, ci racconta Casamonti. Lucio Fontana è il suo nume tutelare, ne ha circa 30 opere in collezione ma da queste quattro non se ne distaccherà mai. Tre capolavori di Castellani con le sue estroflessioni e introflessioni della tela, insieme a quella nera di Agostino Bonalumi completano l’ambiente, mentre una tela azzurra di Warhol del ‘64 Jackie  fa da contraltare.

È del 1962 la tela di Jannis Kounellis a cui Roberto Casamonti ha fatto la corte per anni prima di entrarne in possesso. Il percorso si conclude con un lavoro specchiante di Getulio Alviani. La collezione Casamonti è inoltre dotata di un book shop e di una comoda sala video.

Due grandi sculture posizionate all’ingresso del piano nobile potrebbero sintetizzare il carattere di Roberto Casamonti: Il grande metafisico di Giorgio De Chirico e La colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro, che riassumono entrambe lo spirito del mecenate.

Un meta da non perdere assolutamente e da inserire nei circuiti museali in visita a Firenze.

Collezione Roberto Casamonti

Palazzo Bartolini Salimbeni,
Piazza Santa Trinita – Firenze
Tel: +39 055 602030
Web: www.collezionecasamonti.com
E-mail: prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com – info@collezionerobertocasamonti.com

Ingresso gratuito
Apertura al pubblico: da mercoledì alla domenica dalle ore 11.30 alle 19.00

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