Biennale di Venezia 2024: le mostre da vedere e gli eventi collaterali

Scritto da  Laura & Valentina  in 

E’ in corso la Biennale di Venezia 2024 visitabile fino al 24 novembre. Oltre ai padiglioni che vi abbiamo consigliato di visitare ai Giardini e all’Arsenale indicati in questo articolo, vi suggeriamo una serie di mostre ed eventi collaterali che vale la pena di vedere. La grande ricchezza di questa rassegna internazionale che attrae da ogni angolo del mondo gli appassionati di arte contemporanea e non solo è anche fuori dalle sedi canoniche della Biennale con un’offerta di esposizioni satellite da non mancare durante il vostro soggiorno veneziano.

(articolo scritto con la collaborazione di Silvia Cavalsassi)

Sorelle su Marte sul Ponte dell'Accademia a Venezia
Sorelle su Marte sul Ponte dell’Accademia a Venezia

Biennale di Venezia 2024: Willem de Kooning alle Gallerie dell’Accademia

Willem de Kooning (1904 Rotterdam, Paesi Bassi – 1997 East Hampton) è stato uno degli artisti più influenti della sua generazione. Dal carattere anticonformista viene chiamato anche action painter per la forte gestualità espressa in modo astratto nelle forme e nell’uso del colore. La mostra analizza in particolare i due periodi che de Kooning ha trascorso in Italia, nel 1959 e nel 1969, mettendo in luce l’influenza che il nostro paese ha avuto sul suo lavoro.

Innamorato della città eterna amava dire: “New York, che mi sembrava così grandiosa, dopo aver visto Roma sembrava essere così angusta”.  Il percorso espositivo riunisce circa 75 opere, mette in dialogo la pittura e la scultura e risulta essere la più grande retrospettiva dell’artista mai allestita in Italia.

Willem de Kooning alle Gallerie dell'Accademia
Willem de Kooning alle Gallerie dell’Accademia

Verrete rapiti dai grandi e suggestivi disegni Black and White Rome che l’artista realizzò durante la sua prima lunga permanenza nella capitale nel 1959 come anche dalle maxi tele dipinte con grandi campiture a pennellate astratte dalle tinte luminose a contrasto.

Gli ocra, i gialli, i rossi prendono corpo insieme a sfumature di azzurri, blu e verdi in Door to the RiverA Tree in Naples e Villa Borghese, titoli evocativi della permanenza in Italia. Le sue tele pur non rappresentando nessuna figurazione, trasmettono le forti sensazioni legate a paesaggi lontani rimasti impressi nei suoi ricordi.

La mostra è visitabile fino al 15 settembre.
https://www.gallerieaccademia.it/willem-de-kooning-e-litalia

Willem de Kooning alle Gallerie dell'Accademia
Willem de Kooning alle Gallerie dell’Accademia

Biennale di Venezia 2024: Breasts a Palazzo Franchetti

Breasts (traduz. Seni) è l’originale mostra a cura di Carolina Pasti negli spazi di Palazzo Franchetti – uno dei più spettacolari a Venezia con affaccio sul ponte dell’Accademiavisitabile fino al 24 novembre 2024. Il progetto esplora come il seno femminile, da sempre simbolo di erotismo, maternità e fecondità  ma anche feticcio ed espressione di libertà, sia stato nei secoli della storia dell’arte rappresentato attraverso differenti linguaggi tra pittura, disegno, scultura e fotografia .

Oltre trenta artisti internazionali emergenti e storicizzati dialogano tra loro rielaborando il tema del décolleté femminile attraverso inedite interpretazioni.

Breasts a Palazzo Franchetti

Le opere sono accolte all’interno di un allestimento sui toni del rosa e fucsia e si accede alle sale attraverso un corridoio completamente rivestito di velluto rosso dal cui soffitto penzolano lampade a forma di seni con capezzolo. Ad aprire il percorso è una Madonna con bambino di Bernardino del Signoraccio (inizio XVI sec.) posizionata accanto ad un autoritratto che mostra delle protesi al seno di Cindy Sherman, poliedrica artista conosciuta per le sue impersonificazioni.

Tra i lavori esposti troviamo anche quelli di Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Marcel Duchamp, gli scatti di Robert Mapplethorpe, Irving Penn, Oliviero Toscani e Hans Feurer, oltre alle opere di Laura Panno e le più giovani Laure Provoust e Adelaide Cioni. La mostra Breats riflette sull’idea della maternità, dell’empowerment femminile e della sessualità ma anche sull’aspetto medico della malattia.

Sostenuta dal gruppo Intimissimi è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione IEO-Monzino per promuovere la consapevolezza sul tumore al seno e con l’occasione parte del ricavato delle vendite del catalogo verrà devoluto alla ricerca. https://www.acp-palazzofranchetti.com/it/

Biennale di Venezia 2024: Wiliam Kentridge all’Arsenale Institute for Politics of Representation

Per questa mostra allestita presso l’Arsenale Institute for Politics of Representation fino al 24 novembre 2024 l’artista sudafricano William Kentridge ha scelto di presentare, in collaborazione con l’amica e curatrice Carolyn Christov-Bakargiev, una serie inedita di video suddivisi in nove episodi. Self Portrait as a Coffee-Pot il titolo del progetto che rappresenta lo spazio chiuso e solitario dello studio dell’artista in cui vengono riprodotti brevi episodi girati durante la reclusione forzata in pandemia, inizialmente destinati alla fruizione online.

Un ambiente privato concepito per essere condiviso dal pubblico tra pareti foderate di disegni, foto, oggetti reali e riflessioni che, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, trovano il modo di rendere tangibili i pensieri dell’artista. Kentridge redige così il suo manifesto della libertà artistica contro la mancanza di libertà degli spazi chiusi nell’era digitale. www.arsenale.com

Biennale di Venezia 2024: Wiliam Kentridge all'Arsenale Institute for Politics of Representation
Wiliam Kentridge all’Arsenale Institute for Politics of Representation

Biennale di Venezia 2024: Christoph Büchel alla Fondazione Prada

Alla Fondazione Prada a Palazzo Ca’ Corner della Regina, sede del Monte di Pietà dal 1834 al 1969 va in scena una delle esposizioni più originali e sorprendenti tra quelle inaugurate durante la Biennale d’Arte 2024. Sull’invito e all’ingresso solo pochi indizi… nulla lascia presagire lo spettacolare allestimento dal titolo Monte di Pietà. Ci troviamo davanti alla ricostruzione di un vero Monte di Pietà.

Biennale di Venezia 2024: Christoph Büchel alla Fondazione Prada
Christoph Büchel alla Fondazione Prada

Un tripudio di oggetti assemblati e accatastati in apparente ordine casuale, centinaia di articoli di ogni genere e dimensione presenti ovunque ed esibiti in maniera quasi maniacale. Per la prima volta sono stati trasportati anche faldoni storici di documenti originali di compravendite provenienti del Monte di Pietà di Napoli. L’intenzione dell’artista è spingerci a riflettere sull’accumulo ossessivo che tutti noi facciamo delle cose per riempire i vuoti esistenziali della nostra coscienza ma anche per creare un’identità personale che abbia una forte valenza sociale.

Biennale di Venezia 2024: Christoph Büchel alla Fondazione Prada
Christoph Büchel alla Fondazione Prada

E non importa se per raggiungere questo scopo ci lasciamo avvolgere dalle soffocanti spire dell’indebitamento. Qui tutto è reale, anche la polvere che ricopre le macerie di passate e sconosciute esistenze. Ė tangibile l’essenza più profonda dell’umiliazione del fallimento legata all’alienazione non solo dei beni tangibili vinti o persi al tavolo da gioco, ma della dignità stessa.

Un percorso che si snoda tra archivi del dolore in cui gli oggetti di valore dati in garanzia raccontano di storie di umana sofferenza. Ė qui che i concetti di credito e debito diventano fili di innesco per la detonazione dello strumento del potere sociale. La mostra è visitabile fino al 24 novembre 2024. https://www.fondazioneprada.org/project/monte-di-pieta/?lang=en

Biennale di Venezia 2024: Christoph Büchel alla Fondazione Prada
Christoph Büchel alla Fondazione Prada

Biennale di Venezia 2024: Francesco Vezzoli al Museo Correr

La mostra dal titolo Musei delle Lacrime ideata da Francesco Vezzoli con la collaborazione di Donatien Grau negli spazi espositivi del Museo Correr fino al 24 novembre 2024, vuole essere un omaggio concettuale agli elementi installativi che esaltano le forme della tradizione di Carlo Scarpa ma anche un’ideale prosecuzione della sua riflessione artistica sul rapporto tra la contemporaneità e la storia dell’arte. Nelle diverse sale sono esposti i suoi tipici ritratti con lacrime ricamate a piccolo punto.

L’artista ama mettere in connessione le icone del passato reinterpretandole in chiave pop. Inserisce tra i capolavori della collezione del museo i volti profani e sensuali delle più famose top model, truccate e ingioiellate come moderne madonne.

Claudia Schiffer, Linda Evangelista, Cindy Crawford, Naomi Campbell o Lady Gaga per citarne alcune. Un modo per riflettere sull’attualità del culto dell’identità e sul rapporto con le opere del passato senza che questo venga rinnegato o addirittura, cancellato.

Suggeriamo di visitare, sempre all’interno del Museo Correr e solo su prenotazione le Sale Reali che ritornano ad essere visibili. Un percorso affascinante attraverso la storia, l’arte e il recupero di uno degli scrigni culturali più preziosi di Venezia. https://correr.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/francesco-vezzoli-musei-delle-lacrime/2024/02/23002/mostra-3/

Biennale di Venezia 2024: Francesco Vezzoli al Museo Correr
Francesco Vezzoli al Museo Correr

Biennale di Venezia 2024: Julie Mehretu a Palazzo Grassi

Merita una visita anche l’esposizione dedicata a Julie Mehretu (n. 1970), artista etiope naturalizzata statunitense, nota per i suoi dipinti astratti multistrato di grandi dimensioni. La mostra è visibile a Palazzo Grassi fino al 6 gennaio 2025 e ripercorre oltre venti anni di ricerca tra conflitti, diaspora e migrazioni. Con il suo originale e riconoscibile linguaggio artistico dà vita a paesaggi stratificati in cui si rivelano architetture universali, mappe di non luoghi indefiniti e indefinibili ma mai lontani dagli accadimenti della contemporaneità.

Continua così il suo dialogo con la globalizzazione e la sua analisi della fragilità del rapporto tra individui e comunità. https://www.pinaultcollection.com/palazzograssi/it/julie-mehretu-ensemble

Biennale di Venezia 2024: Julie Mehretu a Palazzo Grassi
Julie Mehretu a Palazzo Grassi

Biennale di Venezia 2024: From Ukraine: Dare to Dream a Palazzo Contarini Polignac

Il tema della resistenza, dei conflitti e dei cambiamenti è rappresentato nella mostra From Ukraine: Dare do Dream a Palazzo Contarini Polignac visitabile fino al 1° agosto 2024. Una serie di artisti provenienti dall’Ucraina e non solo raccontano con le loro opere le lotte individuali alla ricerca di una visione condivisa per il futuro mettendo in luce aspetti come la crisi climatica, gli estremismi politici, la guerra e la resilienza.

Suggestiva l’installazione di Allora & Caldazilla dal tiolo Graft composta da centinaia di fiori di silicone (apparentemente veri) sparsi in terra come portati da un vento alieno. I calchi floreali dipinti a mano sono realizzati in polivinile riciclato e presentano vari gradi di decomposizione, da quelli appena caduti a quelli appassiti, alludendo ai cambiamenti ambientali. I fiori evocano sacro Albero Baobab, tradizionalmente chiamato l’albero della vita, espressione di resilienza inesauribile. http://www.palazzocontarinipolignac.com/

L’installazione di Allora & Caldazilla a Palazzo Contarini Polignac
L’installazione di Allora & Caldazilla a Palazzo Contarini Polignac

Biennale di Venezia 2024: Pinky Pinky Good alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

L’evento place to be della preview della Biennale 2024 è stato sicuramente l’anteprima della neonata terza sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’ isola di San Giacomo nella laguna veneziana, nuovo polo artistico di proprietà di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e che aprirà ufficialmente al pubblico nel 2025.

Una spettacolare performance dal titolo Pinky Pinky Good a cura di Hans Ulrich Obrist con danze e coreografie della coreana Eun-Me Ahn ha animato l’isola colorandola di colore rosa shocking a partire dai fumogeni all’arrivo degli ospiti, visibili fin da piazza San Marco.

Pinky Pinky Good alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Pinky Pinky Good alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Pinky Pinky Good è stato un rituale collettivo e trasformativo di benedizione, ispirato alla tradizione sciamanica coreana. L’artista ha invocato gli spiriti del passato su un’isola che è stata anche sede di un antico monastero e una guarnigione militare dell’era napoleonica mentre oggi vive una nuova esistenza come luogo per l’arte contemporanea. https://fsrr.org/eun-me-ahn-pinky-pinky-good-san-giacomos-leap-into-tomorrow/

Pinky Pinky Good alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Pinky Pinky Good alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Tags:

Non ci sono ancora commenti