La nave dei folli di Patrizia Comand sbarca a Palazzo Cipolla a Roma

Scritto da  Valentina  in 

Das Narrenschiff” (“La nave dei folli“) è un poema satirico dell’alsaziano Sebastian Brant, pubblicato nel 1494 e considerato tra i libri tedeschi più letti. Albrecht Dürer, protagonista della pittura rinascimentale germanica, ha realizzato molteplici incisioni che accompagnano il testo. Oggi l’antico poema, rielaborato e interpretato in chiave moderna e personale attraverso la pittura e il disegno dall’artista Patrizia Comand, milanese di nascita ma con un vissuto in Centro America, viene presentato per la prima volta a RomaPalazzo Cipolla, nel cuore della capitale, a Via del Corso, tra gli spazi espositivi più apprezzati della capitale, nonché sede della Fondazione Terzo Pilastro di Emmanuele F. M.  Emanuele, si trasforma per l’occasione in una “nave dei folli” pronta a salpare per un lungo viaggio.

La nave dei folli: l’opera di Brant

La nave dei folliL’opera di Brant, scritta in versi rimati, è composta da 112 capitoli, una metafora dei vizi dell’umanità, una critica ai costumi dell’epoca in chiave satirica. Le debolezze umane vengono così descritte e rappresentate dai folli radunati su una nave diretta a Narragonia, la terra dei pazzi. Un viaggio in mare durante il quale vengono analizzate le colpe e i vizi dei presenti. È una disamina acuta dell’essere umano in tutte le sue sfaccettature. Patrizia Comand rilegge e attualizza il testo e le antiche xilografie di Dürer che accompagnano il poema, realizzando una trasposizione profonda e personale attraverso una serie di disegni e un grande dipinto che ricorda, ambiziosamente, le complesse pitture piene di simbologia del grande artista fiammingo Hieronymus Bosch.

Magicamente sulla tela, dove il colore viola è protagonista, viene raccontato un mondo onirico, un mondo popolato da circensi, acrobati, clown, funamboli, animali, figure allegoriche, che in un certo verso rievocano il mondo attuale, la società odierna. Una sorta di girone fiabesco, un mondo fantasioso dove lo stile dell’artista, attento e puntuale è capace di rivelare alcune verità. Ed ecco fluttuare in uno spazio atemporale personaggi variopinti. Come putti cinquecenteschi appaiono bambini che impugnano coltelli in mano e forche, donne dalle forme voluminose coperte dalla bandiera americana, uomini d’affari in giacca e cravatta speronati da cavalli, squali intrappolati dentro piccole bowls di vetro per pesciolini rossi, giocolieri che spostano poltrone come dame sulla scacchiera bianca e nera. Un micro-cosmo immaginario da osservare attentamente in tutti i suoi minimi particolari. L’immagine del grande quadro viene proiettata a ritmo musicale completando in maniera suggestiva l’immersione nella monumentale pittura, quasi le figure danzassero davanti a noi. Da contraltare, come all’interno di una navata di una chiesa, è disposta una serie di venti disegni preparatori di Patrizia Comand che illustrano la genesi dell’opera e che vengono accompagnati dai testi dei venti capitoli più significativi scelti da “La nave dei folli”.

 

La nave dei folli: la Fondazione Terzo Pilastro

“Poetare e sognare per poter sempre superare il tedio e la monotonia dell’esistenza quotidiana”, ci spiega Emmanuele F. M. Emanuele, fondatore e da oltre venti anni parte attiva di un percorso culturale attraverso la Fondazione Roma, Musarte e Fondazione Terzo Pilastro. In modo particolare la Fondazione Terzo Pilastro opera nei campi, oltre che dell’arte e della cultura, anche della sanità, ricerca scientifica, assistenza alle categorie sociali deboli, istruzione e formazione, rappresentando inoltre un ruolo di trait d’union tra le culture del Mediterraneo. La Fondazione Terzo Pilastro, attraverso una serie di iniziative, è riuscita ha costruire un dialogo tra culture e tradizioni differenti alimentando contaminazioni tra diverse realtà.

Un processo volto a migliorare la società che ci circonda attraverso quella necessaria promozione culturale. Palazzo Cipolla e altre prestigiose sedi in Italia e all’estero hanno offerto un ventaglio di oltre quaranta importanti mostre negli ultimi venti anni, che hanno saputo coniugare arte e bellezza indagando epoche e protagonisti diversi. Dall’arte classica a quella moderna, fino al contemporaneo, l’arte di oggi. Tra le ultime iniziative si ricordano la grande mostra di Igor Mitoraj negli scavi archeologici di Pompei e la mostra a Palazzo Cipolla dedicata alle opere del più grande street artist internazionale Banksy che ha visto più di 100.000 visitatori in pochi mesi.

La nave dei folli: Patrizia Comand

Oggi è Patrizia Comand che ci fa sognare e allora non ci resta che intraprendere il nostro viaggio nel suo mondo fantasioso. Affrettatevi perchè “La nave dei folli” salperà per nuovi lidi il 12 novembre 2017.

Patrizia Comand nasce a Corbetta (Milano). Tra le principali esposizioni si segnalano quelle presso la Triennale di Milano, Palazzo del Governo di Madera (Portogallo), Centre International de l’Art Fantastique in Svizzera, Provincia di Milano, Duomo di Milano, Phantasten Musuem di Vienna, 54° Biennale di Venezia, EXPO – Arte Italiana a Milano, Triennale di Roma, 1° Biennale di Arte Religiosa in Olanda, etc… Sui sono i ritratti ufficiali di Papa Benedetto XVI e di Papa Francesco per la Sala dei Papi della basilica di Superga a Torino.

 

Patrizia Comand
La Nave dei Folli
Palazzo Cipolla, Via del Corso, 320 Roma
10 ottobre – 12 novembre 2017
orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 19.00
lunedì chiuso
biglietto: euro 3,00

Link utili:

http://www.fondazioneterzopilastromediterraneo.it/
https://www.facebook.com/FondazioneTerzoPilastroMuseo
https://twitter.com/FondIIIPilastro
http://www.thepictaram.club/instagram/fondazioneterzopilastro
https://www.youtube.com/user/fondromamuseo
http://www.civita.it

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2 commenti

  • C'è un aspetto particolarmente commovente nella critica: è la speranza. Tanto più acuminata e rabbiosa la denuncia, tanto più forte il dispiacere per le storture e quindi, l'attaccamento. In questa epoca si critica meno perché si spera di meno che le cose migliorino. Bello vedere il ritorno di una riflessione intelligente e ironica. Alla fine, è un gesto di affetto verso l'umanità