L’Arte che Accadrà, quando l’arte entra in azienda

Scritto da  Valentina  in 

Quanti sono in Italia i premi dedicati all’arte contemporanea? Decisamente molti e con varie caratteristiche. Uno di questi però, L’Arte che Accadrà, giunto alla sua terza edizione e diventato ormai un appuntamento fisso, si distingue per la sua originalità. Ve ne parlo con una punta di orgoglio perchè a idearlo e curarlo sono stata io. Il primo obiettivo è quello di sostenere l’arte contemporanea italiana, il secondo, di costruire, anno dopo anno, una collezione permanente all’interno di un’azienda privata. A sposare l’iniziativa il gruppo di comunicazione integrata Hdrà, che ha aperto le porte della sua sede a un gruppo di giovani artisti italiani attraverso una mostra allestita nei vari spazi dell’azienda per un periodo di due mesi. Al termine dell’esposizione sono gli stessi 150 dipendenti, a scegliere la loro opera preferita attraverso un voto democratico. La peculiarità dell’esperienza è proprio in questo. Il fatto che siano gli stessi lavoratori a decidere il vincitore, dopo aver vissuto a stretto contatto con le opere d’arte ogni giorno all’interno del loro spazio lavorativo: una modalità di condivisione e partecipazione collettiva che rende unico il format del premio.

L’Arte che Accadrà: la mostra e la location

L'Arte che AccadràL’iniziativa L’Arte che Accadrà si articola attraverso un’esposizione, da me curata, all’interno delle sale al piano nobile di Palazzo Fiano, splendido edificio quattrocentesco nel cuore di Roma a piazza San Lorenzo in Lucina, fino agli anni Novanta residenza dello storico Circolo degli scacchi italiano e oggi sede del gruppo Hdrà. Per l’edizione 2019 gli artisti Silvia Celeste Calcagno, Fabio Giorgi Alberti, Marta Mancini, Giuseppe Pietroniro e Corrado Sassi hanno lavorato in maniera site-specific prendendo spunto dal luogo e dall’attività della società che opera all’interno, utilizzando vari linguaggi, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione.

L’Arte che Accadrà: Limits Stimulate Fantasy di Fabio Giorgi Alberti

L’opera Limits Stimulate Fantasy di Fabio Giorgi Alberti apre il percorso della mostra: una tenda chiusa alla vista e al passaggio che impedisce la visione reale e ne stimola una immaginativa. Una riflessione di come i limiti e gli ostacoli possano stimolare la fantasia. L’artista ha immaginato un percorso tra le parole, in connessione tra lo spazio e la persona. Me, You, Us, Them, domande e risposte, dipinte su una serie di divertenti tele/fumetti, realizzati per l’occasione che rimbalzano nella sala settecentesca degli specchi, ricca di decorazioni, stucchi e lampadari di cristallo. Al centro un totem di cubi specchiante modifica la percezione dello spazio, frammentandone l’immagine riflessa.

 


L’Arte che Accadrà: le tele di Marta Mancini

L’opera di Marta Mancini, artista romana prende corpo in un dialogo tra le piccole tele degli anni passati, dove il tratto veloce e le immagini non definite regalano dei paesaggi oscuri e i grandi formati  dalle forme astratte di oggi. Acrilici su tela dove il segno, apparentemente casuale, rivela invece un processo ragionato di sottrazione del colore e della forma. Segni organici dai colori vibranti ricordano micro forme primordiali che, all’occhio dello spettatore diventano macro, come “molle” colorate che fluttuano nella tela. Un approccio metalinguistico al lavoro, quello dell’artista, che la porta ad una riflessione continua sulla pittura.

L’Arte che Accadrà: l’illusione di Giuseppe Pietroniro

Il lavoro di Giuseppe Pietroniro parte invece da un’analisi concettuale della realtà, che indaga come forma di illusione cambiando la percezione delle forme e dello spazio. Metalli, vetri, superfici specchianti, materiali semplici, vengono assemblati insieme in modo raffinato nella costruzione dei suoi collage. Una ricerca verso nuovi orizzonti percettivi attraverso il gioco dell’illusione ottica, mantenendo sempre una puntualità e un equilibrio formale nella varietà delle sue opere. In anteprima sono esposti al pubblico dei mini-modelli, bozzetti preparatori di grandi installazioni, simili a piccole architetture surreali, rette da un equilibrio quasi precario, l’inizio di nuove forme.

L’Arte che Accadrà: Just lily di Silvia Celeste Calcagno

Just lily” è il lavoro intimo e autobiografico di Silvia Celeste Calcagno. Una stanza dei ricordi, resa site-specific per Palazzo Fiano, da condividere con il pubblico. Le immagini, come frame dell’esistenza, impresse su grès, tutti pezzi unici, tracciano sulle pareti una seconda pelle. Una tecnica, quella della fotoceramica sperimentale detta fireprinting®, ideata e brevettata dell’artista, dove la fusione tra materia e fotografia si trasforma in un insieme omogeneo attraverso la sublimazione della cottura. Sospensione tra passato e futuro, ripetizione di gesti, memoria come forma dell’esistere, cambiamento, ossessione del ricordo, accumulo emotivo sono alla base del suo linguaggio espressivo che in questo luogo trova nuova dimora.

L’Arte che Accadrà: l’installazione di Corrado Sassi

All’interno del maestoso salone, con i soffitti affrescati di epoca seicentesca, si colloca l’installazione di Corrado Sassi. Una serie di grandi cerchi sospesi segna un percorso tra immagini e parole. Attraverso il lavoro artigianale del ricamo l’artista scrive, con la lana colorata,  frasi a tema esistenziale su fotografie stampate in pvc di architetture contemporanee, grattacieli e palazzi vertiginosi scoperti durante i suoi viaggi. Le parole sembrano così abitare gli edifici che diventano come pagine dove appuntare pensieri, frasi, citazioni. L’artista presenta inoltre una serie di fotografie, prodotte in modo inedito, nelle quali riesce a catturare momenti di vita quotidiana trasformandoli in set di stampo cinematografico.

Non resta che darsi appuntamento alla fine di maggio per la votazione finale e conoscere il vincitore de L’Arte che Accadrà. L’opera si aggiungerà a quelle delle precedenti edizioni vinte da Marco Raparelli e Matteo Nasini.

III Edizione Premio “L’Arte che Accadrà”

Gruppo Hdrà, Palazzo Fiano
Piazza San Lorenzo in Lucina, 4 – Roma
Web: www.hdrà.it
E-mail: info@hdra.it
Tel: +39 06 68892401

Apertura al pubblico su appuntamento:
22 marzo – 22 maggio 2019
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