Curiosità dall’Olanda: 3 location stravaganti da mettere in agenda

Scritto da  Laura  in 

In questo periodo si viaggia meno ma non ci sono limiti alla fantasia. E nella programmazione di un futuro soggiorno (si spera presto) sul breve raggio, ecco qualche suggestione. Partiamo per l’Olanda: destinazione Rotterdam ed Eindhoven, città moderne e dinamiche, giovani e avveniristiche. Le abbiamo visitate entrambe circa 3 anni fa. Non conosciamo personalmente i siti di cui vi parliamo in questa recensione perché sono stati appena inaugurati ma siamo sicure che non vi/ci deluderanno. Gli olandesi sono dotati di grande spirito pratico, campioni di design e soluzioni architettoniche innovative quasi sempre declinate in un’ottica ecosostenibile.  Da questa combinazione vincente nascono alcune proposte stravaganti che possono solleticare la vostra curiosità. Ne abbiamo selezionate tre in Olanda.

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Olanda - Rotterdam: Hotel Not Hotel
Rotterdam: Hotel Not Hotel

Olanda: l’Hotel Not Hotel di Rotterdam

Una piscina verticale, una casa di pan di zenzero e un orologio a cucù di legno: 36 camere d’albergo nascoste o mascherate da un oggetto artistico. Benvenuti all’Hotel Not Hotel. Come si può dedurre dal nome non si tratta di un semplice hotel. “Ogni stanza è un’opera d’arte unica, progettata e realizzata dai membri della nostra comunità di artisti. Le lobby, le aree lounge e altri ambienti sono colmi di opere, suppellettili originali e complementi d’arredo che mai ti aspetteresti di trovare in un hotel” si legge sul sito della struttura.

Dopo il successo ottenuto ad Amsterdam, Hotel Not Hotel ha da poco inaugurato una seconda sede a Rotterdam. L’edificio in Schaatsbaan 83 è stato completamente ristrutturato e trasformato in hotel, arricchito da un ristorante messicano e dal cocktail bar Jesús Malverde. Il concept è unico per il carattere eccentrico e la collaborazione con diversi artisti e designer olandesi.

Rotterdam: Hotel Not Hotel

Situato a breve distanza dalla stazione centrale di Rotterdam ha 36 camere, tra cui tre suite con Jacuzzi. L’ingresso delle stanze è nascosto o mascherato da un oggetto artistico, non ci sono anonimi corridoi e al centro si trovano due corti dove gli ospiti possono socializzare. Uno degli artisti coinvolti Arno Coenen spiega: “Quando mi è stato chiesto di creare qualcosa di unico ho pensato che nessuna idea fosse troppo folle, nessuna invenzione troppo difficile da realizzare. Così ho disegnato un gigantesco orologio a cucù che fa da facciata a diverse stanze”.

Oltre ad Arno Coenen, noto per aver realizzato l’immensa Horn of Plenty all’interno del Markthal di Rotterdam, tra i designer ospiti figurano Hans van Bentem, (collaborazioni con Viktor&Rolf e Madonna tra i suoi clienti) che ha realizzato la Candy House; Sander Wassink, vincitore della Dutch Design Week, ha progettato l’interno di tutte le camere, del ristorante e della terrazza; Jelle Mastenbroek, premiato al Salone del Mobile di Milano, ha disegnato la piscina verticale che adorna gli spazi comuni.

Rotterdam: Hotel Not Hotel

Hotel Not Hotel è tutto meno che un albergo nel senso tradizionale. “Nei nostri hotel – spiega Bruno Bont, uno dei proprietari -vogliamo creare un’esperienza eccezionale per i nostri clienti. L’esterno delle camere deve essere così speciale da dare l’impressione di entrare in un museo o in una mostra d’arte contemporanea, non in un luogo dove dormire”.

Jesús Malverde è il nome del ristorante messicano e del cocktail bar che sono un’estensione dell’hotel e seguono lo stesso approccio artistico con ambienti unici e originali. https://www.hotelnothotelrotterdam.com/

Olanda: Echt Welschap, il ristorante dentro un vecchio aeroporto

Echt Welschap è il nome del ristorante ospitato nell’edificio che una volta accoglieva la direzione dell’aeroporto civile di Eindhoven. Si trova nel quartiere residenziale di Meehoven ed è un gioiello nascosto degli anni ’30 . L’ala destra dello stabile ospitava già il ristorante della compagnia di bandiera KLM prima della Seconda Guerra mondiale.

Ex aeroporto Eindhoven

Costruito negli anni ’30 Eindhoven Welschap era un aeroporto civile, il terzo per traffico dopo Schipol ad Amsterdam e Waalhaven a Rotterdam. A lungo requisito dalla Wehrmacht, danneggiato dai bombardamenti, riconquistato dagli alleati nel 1944, venne restituito all’aviazione militare olandese nel 1952. Successivamente riattivato per il trasporto civile, negli anni ’60 e ’70 crebbe grazie allo sviluppo della Philips. Nel 1984 venne costruito un nuovo terminal passeggeri, progettato dal noto architetto Leo de Bever e l’edificio degli anni ’30 fu abbandonato.

Ex aeroporto Eindhoven

Divenuto monumento nazionale lo storico edificio – completo di torre di controllo, orologio e grande terrazzo – torna a nuova vita. Il proprietario Hanny Arens racconta: “Il direttore dell’aeroporto si sedeva qui, nella torre di controllo: quando un aereo atterrava, correva su e giù per queste scale e controllava lo sbarco dei passeggeri. Ora affittiamo queste stanze per meeting e riunioni.

E’ un luogo con molta storia, che ho voluto celebrare arredandolo con lampade dell’epoca, un tavolo Gispen e la riproduzione in grande formato di immagini degli anni ‘30”. Sull’edificio sono state riprodotte anche le grandi scritte, Luchthaven Eindhoven (Aeroporto di Eindhoven) sulla facciata e Luchthaven Welschap (Aeroporto Welschap) sul retro.

Ristorante Echt Welschap a Eindhoven

L’originale pista in erba non esiste più da decenni avendo fatto posto alla nuova zona residenziale di Meerhoven: Eindhoven dista solo 8 chilometri. Sul terrazzo panoramico nel nuovo ristorante Echt Welschap è possibile gustare specialità di ogni genere e sorseggiare birre locali: a breve distanza decollano e atterrano aerei in quello che nel frattempo è diventato il secondo aeroporto civile dei Paesi Bassi. Ma tutto è iniziato in questo edificio miracolosamente sopravvissuto quasi 100 anni. https://www.echtwelschap.nl/

Olanda: Phood Kitchen, il primo ristorante acquaponico del mondo

Vi chiederete il significato di acquaponico. Letteralmente coltivare frutta e verdura 100% bio e allevare pesci contemporaneamente, il tutto senza utilizzare alcun tipo di sostanza chimica: né concimi, pesticidi, anti infestanti e fitofarmaci.

L’acquaponica è una biocultura integrata e sostenibile che combina l’acquacoltura, cioè l’allevamento di pesci e di crostacei con la coltivazione idroponica, vale a dire la coltura di vegetali, direttamente in acqua, senza l’utilizzo della terra. Combinazione che si può realizzare ovunque: in casa o sul balcone, in ufficio, sul tetto di un palazzo, in un angolo del giardino, in città come in campagna.

Phood Kitchen Eindhoven

Phood Kitchen  si trova al centro di Eindhoven, negli spazi dell’ex fabbrica di latte Campina ed è il primo ristorante rigorosamente acquaponico del mondo. I due proprietari, Elfring e Feron hanno riprodotto il sistema nelle cantine del ristorante ristrutturando gli spazi occupati dall’ex caseificio e creando un ecosistema autosufficiente che sfrutta il legame naturale tra vegetali, pesci e acqua: i rifiuti dei pesci vengono riciclati dalle radici delle piante che a loro volta filtrano l’acqua. Per vivere i pesci hanno bisogno di nutrimento, acqua pulita e ben ossigenata. I rifiuti organici prodotti dall’attività metabolica dei pesci, se lasciati accumulare senza filtraggio dell’acqua, inquinano.

Nell’acquaponica invece i rifiuti organici dei pesci vengono rielaborati dai batteri nitrificatori, batteri buoni creati nelle vasche di coltura dei vegetali, che producono nitrati e altre sostanze nutritive e rappresentano un concime naturale per le piante che a loro volta con le radici depurano l’acqua restituendola pulita ai pesci. L’acquaponica genera vantaggi sia per l’ambiente che per la salute: minor utilizzo di acqua da irrigazione (fino al 90% di acqua potabile in meno) ed eliminazione dei cicli di lavaggio dei vegetali dopo la raccolta perché, non utilizzando nessun prodotto chimico, il vegetale è pronto per essere venduto e consumato.

Esattamente quanto accade nel Phood Kitchen di Eindhoven che serve un menu basato su un mix di verdure di terra e colture acquaponiche, funghi e piatti di carne biologica locale. Arricchiti da prodotti rigorosamente a chilometro zero, provenienti da fattorie e agricoltori che risiedono a due passi dalla città.

www.phoodkitchen.com

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