Ci sono paesi vicini all’Italia dei quali sappiamo sorprendentemente poco. La Slovacchia è uno di questi. Ancora oggi c’è chi la confonde con la Cecoslovacchia che non esiste più dal 1993. Eppure siamo nel cuore dell’Europa, in un Paese membro dell’Unione Europea dal 2004 e dell’Eurozona dal 2009, quindi senza neppure il problema di cambiare moneta.

Ho avuto l’occasione di conoscerne la parte orientale grazie a un viaggio organizzato con il supporto di Visit Košice e Košice Region Tourism, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Ministero del Turismo e dello Sport della Repubblica Slovacca. Cinque giorni alla scoperta di Košice, i vigneti del Tokaj, gli Alti Tatra e il Paradiso Slovacco, per concludere con l’imponente Castello di Spiš.
Raggiungere questo lembo dell’est Europa è molto agevole. Da Roma Fiumicino c’è il volo diretto Wizz Air per Košice (circa 2 ore di viaggio) e, una volta atterrati si raggiunge il centro in un quarto d’ora d’auto. Attualmente sono previsti due collegamenti settimanali che potrebbero presto diventare tre.
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Košice, la porta dell’Est
Košice è stata la base per i primi due giorni: seconda città della Slovacchia, popolata da giovani universitari, sicura e con un importante settore tecnologico, ha un centro storico compatto e quasi interamente pedonale.
Ho alloggiato allo Slávia, nel cuore della città, in una posizione che si è rivelata perfetta perché mi ha permesso di uscire dall’hotel e trovarmi immediatamente sulla passeggiata di Hlavná ulica.

È questo il grande vantaggio di soggiornare in centro a Košice: praticamente tutto ciò che interessa al visitatore si raggiunge a piedi. L’hotel è di recente costruzione ma in stile art nouveau (iconica la facciata a decorazioni floreali) con camere decisamente extralarge e prezzi contenuti. Anche questo è uno degli aspetti attrattivi della Slovacchia Orientale.
Tariffe accessibili ovunque e servizi di livello che rendono la meta ideale per un city break o un viaggio più articolato di qualche giorno.

Hlavná è il grande salotto cittadino incorniciato da palazzi eleganti, chiese, caffè e ristoranti.
La Cattedrale di Santa Elisabetta, imponente edificio gotico e simbolo della città svetta come punto di riferimento su tutti gli edifici. Poco distante si trova il Teatro di Stato, sede dell’opera e del balletto. Davanti alla facciata ottocentesca, la sera, la fontana musicale mette in scena giochi d’acqua, luci e musica (spesso classici della canzone pop italiana come i Ricchi e Poveri o Toto Cutugno) trasformando la passeggiata in un piccolo spettacolo all’aperto.

Visitando gli interni del teatro in tipico stile eclettico abbiamo incontrato Gennaro Sorbino, 28 anni, napoletano e giovane direttore artistico del balletto di Košice. Una presenza italiana che racconta il volto internazionale di una città culturalmente molto vivace.
Košice vanta anche un primato: dal 1924, ogni prima domenica di ottobre, ospita la Maratona internazionale della Pace, considerata la più antica maratona d’Europa.

Slovacchia e Košice: Oro e architetture
Tra i luoghi che mi hanno incuriosito di più il Museo della Slovacchia orientale che custodisce il famoso Tesoro d’oro di Košice. Fu scoperto casualmente nel 1935 durante alcuni lavori di ristrutturazione: 2.920 monete d’oro, medaglie e una preziosa catena rinascimentale sono rimaste nascoste in un cofanetto per trecento anni.
All’esterno, nel parco del museo, campeggia una chiesa di legno proveniente dalla Slovacchia orientale con il tetto ricoperto di scandole, piccole asticelle di legno sovrapposte, e con le caratteristiche torri dell’architettura religiosa dei Carpazi.

La storia della Slovacchia è complessa. Nell’arco di un secolo il Paese ha visto la fine dell’Impero austro-ungarico, la nascita della Cecoslovacchia, la Seconda guerra mondiale, il periodo comunista e infine, nel 1993 la nascita della Repubblica Slovacca indipendente.
Un ruolo importante nella trasformazione moderna di Košice lo ha avuto Rudolf Schuster, già sindaco della città e successivamente presidente della Repubblica. Nel 2013 Košice è stata Capitale europea della Cultura, un titolo che ha contribuito a lanciare la città come nuova destinazione.

Cosa mangiare a Košice
Una tappa da non perdere è Pivovar (in slovacco “birrificio”) Hostinec nel centro storico proprio accanto all’ingresso dell’hotel Slavia, ospitata in uno degli edifici medievali più antichi di Košice. La tradizione della produzione di birra viene fatta risalire al 1542 e oggi l’Hostinec realizza le proprie birre artigianali che abbiamo degustato in cantina direttamente dai silos d’acciaio, insieme ai piatti della cucina locale.


Tra le specialità slovacche i bryndzové halušky, piccoli gnocchi preparati con patate crude grattugiate e farina, conditi con bryndza, cremoso formaggio di pecora, e pancetta croccante.
Tutt’altra esperienza quella proposta dal Seven Restaurant di Villa Sandy Resort, immerso nel verde con annessi campi sportivi, dove la cucina slovacca assume un’impronta decisamente più contemporanea. È un indirizzo gourmet che rilegge prodotti e sapori del territorio con tecniche e presentazioni moderne.
A breve aprirà le sue porte anche il resort 5 stelle e la SPA urbana.

Nel Tokaj slovacco
Da Košice basta poco più di un’ora per cambiare completamente paesaggio e ritrovarsi tra i vigneti del Tokaj slovacco. Attenzione a non confonderlo con il nostro Tocai friulano, oggi chiamato Friulano: quest’ultimo è un vitigno dal quale si ricavano prevalentemente vini bianchi secchi mentre Tokaj identifica una regione vinicola storica divisa tra Slovacchia e Ungheria. I suoi vini più famosi sono dolci e hanno una particolarità.
In determinate condizioni sugli acini si sviluppa la Botrytis cinerea, la cosiddetta “muffa nobile”, che fa evaporare parte dell’acqua concentrando zuccheri, acidità e aromi.

Per un tour delle cantine segnalo Château GRAND BARI, contemporanea e circondata dai vigneti dove è possibile anche mangiare. E’ molto curiosa la genesi del nome.
Nel XIII secolo, dopo le devastanti incursioni dei Tartari che avevano spopolato la regione, il re d’Ungheria chiamò i maestri viticoltori italiani (provenienti dalle zone di Bari e del sud Italia) per ripiantare i vigneti e far rinascere la viticoltura del Tokaj. I coloni italiani si stabilirono in questa zona dando il nome della loro terra d’origine.
Da qui Grand Bari a testimonianza di un pezzetto d’Italia in queste terre.

L’altra cantina è Tokaj Macík Winery di epoca medievale scavata nel tufo. Scendere nelle gallerie è un’esperienza: le pareti sono ricoperte da muffe scure e anche le bottiglie, dopo anni di permanenza nel sottosuolo, finiscono avvolte da muffa e polvere. Una pratica diffusa in queste cantine è l’affitto degli spazi dove lasciare invecchiare le bottiglie acquistate. Una sorta di cantina privata nella cantina del produttore, dove i clienti recuperano dopo anni il proprio vino stagionato in condizioni microclimatiche eccezionali.

Dagli “sherpa” dei Tatra ai laghi alpini
Lasciata Košice in un’ora si raggiungono i Monti Tatra, la catena montuosa più alta dei Carpazi, situata al confine naturale tra la Polonia e la Slovacchia. Caratterizzati da vette alpine che superano i 2.600 mt, laghi glaciali e valli profonde, sono una rinomata destinazione per l’escursionismo e gli sport invernali. L’avamposto della zona è Poprad con il quartiere storico di Spišská Sobota. Da Starý Smokovec si prende invece la funicolare per Hrebienok.


Da qui si cammina tra boschi e caratteristici rifugi fino alle cascate Studenovodské. Non è raro incontrare lungo i sentieri gli sherpa dei Tatra, i portatori d’alta quota che ancora oggi trasportano a spalla viveri e materiali fino a 70-80 kg verso alcuni rifugi. A loro è dedicato anche un museo.

A Štrbské Pleso si ammira il lago alpino più famoso della Slovacchia, mentre a Tatranská Lomnica la funivia porta fino a Skalnaté Pleso, a circa 1.750 mt. Da qui i più coraggiosi e senza probemi di vertigini possono prendere una seconda, piccola cabina che sale sospesa nel vuoto, quasi radente alle rocce, fino a Lomnický štít, a 2.634 mt. In cima un rifugio con pochi posti letto dove poter pernottare.

Un posto che si chiama davvero Paradiso
Slovenský raj, tradotto, significa “Paradiso Slovacco”. E non è un esercizio di marketing. Il punto più panoramico è senz’altro Tomášovský výhľad raggiungibile con una camminata nel bosco non impegnativa. Poi, quasi come in una fiaba, si apre su una piattaforma rocciosa sospesa sopra la valle. Il colpo d’occhio sul canyon ricoperto di abeti rossi è davvero suggestivo. Se si ha tempo e soprattutto gambe è possibile proseguire verso il Prielom Hornádu, tra gole, passerelle e passaggi più esposti.

La località dove fare tappa durante un viaggio negli Alti Tatra è Spišská Nová Ves, una cittadina tranquilla, con il centro storico dominato dal campanile alto 87 mt della chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria in stile neogotico. L’hotel Metropol dove ho alloggiato offre dalle camere ai piani più alti una vista fino alle montagne ed è dotato di spa.

Slovacchia: il Castello di Spiš
E l’ultima scenografica tappa del tour in Slovacchia Orientale. Il Castello di Spiš compare in cima alla collina con oltre quattro ettari di mura, torri e fortificazioni che ne fanno uno dei più grandi complessi medievali dell’Europa centrale. Costruito a partire dal XII secolo, fu per molto tempo un’importante fortezza del Regno d’Ungheria, prima di essere devastato da un incendio nel 1780 e cadere progressivamente in rovina.

Dal 1993 è Patrimonio mondiale dell’UNESCO, insieme ad alcuni monumenti circostanti: il borgo storico di Spišské Podhradie, con le sue case rinascimentali e barocche, il complesso religioso di Spišská Kapitula, dominato dalla Cattedrale di San Martino, e la chiesa gotica dello Spirito Santo a Žehra, celebre per gli affreschi medievali.
Un insieme che testimonia la straordinaria ricchezza storica e artistica di questa regione dove il patrimonio culturale si affianca a quello naturalistico.

Con il Castello di Spiš si è chiuso questo interessante tour della Slovacchia orientale, una regione europea che offre il giusto mix di arte, cultura, natura e gastronomia, con strutture e servizi di buon livello e prezzi ancora accessibili.
Košice, in particolare, è una destinazione ideale per un weekend, facile da raggiungere dall’Italia e un ottimo punto di partenza per esplorare il territorio. Un viaggio che consiglio a chi cerca mete meno scontate senza rinunciare alla comodità.

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