(in copertina Northern Lights – House and Lake – Copyright Photographer-Snorri-Thor-Tryggvason. Tutti i diritti riservati)
La quintessenza di un viaggio in Islanda è negli spostamenti. Si percorrono circa duemila chilometri per visitare il Sud dell’isola, il lato più battuto e popolare ma l’unico accessibile nei mesi invernali. Su una manciata di penisole frastagliate si concentrano alcuni dei siti naturalistici più famosi: cascate, lagune glaciali, vulcani attivi e scogliere nere battute dall’Oceano Atlantico Settentrionale. Il paesaggio cambia continuamente passando dalle distese di sabbia e ghiaccio, alle rocce basaltiche, dalle praterie verdi alle montagne come piramidi.

Ho scelto di fare questo viaggio d’inverno unendomi a un gruppo organizzato perché aumentano le chance di vedere l’aurora boreale: sono i mesi dell’anno in cui è massima l’attività solare verso i poli magnetici e le notti buie sono più lunghe. Inoltre è un periodo di bassa stagione con un flusso contenuto di turisti e prezzi più bassi.
L’Islanda resta uno dei paesi più cari d’Europa dove un semplice espresso può arrivare a costare sei euro, una zuppa di pesce dai trenta in su, un calice di vino quindici.

Tuttavia è possibile costruire un itinerario senza spendere una fortuna. Come? Tagliando tutto ciò che è normalmente sostituibile e superfluo rispetto alla conoscenza del Paese: un cappuccino, una cena gourmet, hotel di lusso. Ma non rinunciando ad esperienze uniche come la visita a una grotta di ghiaccio o la possibilità di avvistare l’aurora boreale.

L’itinerario consigliato nel Sud dell’Islanda
Si parte dalla penisola di Snæfellsnes definita l’Islanda in miniatura con i suoi archi vulcanici, i villaggi dei pescatori e le scogliere basaltiche popolate da foche. L’itinerario prosegue verso il Golden Circle, con il parco nazionale di Þingvellir, dove si incontra il sito di Almannagja punto di contatto delle due placche tettoniche euroasiatica e nordamericana, il geyser Strokkur e la cascata Gullfoss, tra le più imponenti dell’isola.

La strada verso est attraversa poi la grande pianura meridionale dominata dai ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull: qui si trovano alcune delle cascate più spettacolari, Seljalandsfoss e Skógafoss, e le scogliere della penisola di Dyrhólaey con vista spettacolare sui faraglioni e sulla spiaggia nera di Reynisfjara vicino al villaggio di Vík, considerata la più pericolosa del mondo per le mareggiate, recentemente interdetta al pubblico per crolli.
In alternativa si può passeggiare in sicurezza sulla spiaggia nera di Vik.

L’itinerario prosegue tra canyon profondi come Fjaðrárgljúfur, le colonne basaltiche della cascata Svartifoss e le lagune glaciali Fjallsárlón e Jökulsárlón, dove gli iceberg galleggiano fino al mare e spaccandosi sulle rocce in tante pepite di ghiaccio danno luogo alla celebre Diamond Beach.
Qui si possono esplorare le grotte di ghiaccio del Vatnajökull, una delle esperienze più suggestive dell’inverno islandese. Per poi concludere con il cratere vulcanico Kerið, prima di rientrare a Reykjavik.

Una macchia d’inchiostro bianco nell’Oceano Atlantico
L’Islanda conta 400 mila abitanti su una superficie grande poco più di un terzo dell’Italia, tre volte la Sicilia. Un prossimo referendum sancirà l’adesione all’Unione Europea. Ma di fatto siamo già in Europa: basta la carta d’identità per entrare e non si pagano sovrapprezzi telefonici, le connessioni sono di alta qualità ovunque.

Tra i tanti primati dell’Islanda l’essere il primo Paese al mondo dove è legge l’uguaglianza di stipendio tra uomini e donne, il non avere un esercito militare ma solo la guardia costiera e disporre dell’acqua più pura del pianeta, distribuita nelle case senza alcun trattamento di depurazione.

L’acqua può fare la differenza nel budget di un viaggio in Islanda. Acquistarla è inutile, costoso e poco sostenibile. Basta portare una borraccia e riempirla ovunque con un risparmio quantificabile in almeno 100 euro per una settimana.

Una settimana in Islanda con duemila euro
La prima cosa da fare appena arrivati è fermarsi in un supermercato e fare provviste: skyr (il tipico yogurt-formaggio islandese proteico e leggero), pane di segale, salmone affumicato, zuppe pronte e cioccolato Omnon, il migliore.

Il prezzo medio per dormire in una guest house o in un ostello è tra i 40-50 euro. Le strutture sono molto accoglienti, ben riscaldate e organizzate ma non sempre hanno il bagno in camera. Negli ostelli è disponibile la cucina dove poter preparare un pasto abbattendo drasticamente i costi.
Alcuni alloggi propongono un extra di circa 17 euro per la colazione, solitamente molto abbondante e nei periodi di alta stagione la possibilità di una cena servita. Consiglio di dormire in strutture fuori dai centri urbani per avere maggiori probabilità di avvistare l’aurora boreale.

Noleggiare e guidare un’auto in Islanda
L’Islanda si percorre facilmente in autonomia con un’auto a noleggio, meglio se 4X4. Ho viaggiato con un gruppo di persone e questo ha consentito di ridurre ulteriormente la spesa ma anche in due il noleggio resta la scelta migliore. Le strade principali sono ben tenute e battute quando nevica, ghiaccio e vento possono però cambiare le condizioni in poche ore.


Fondamentale scegliere l’assicurazione completa con copertura sabbia e ghiaia, la protezione cristalli e il chilometraggio illimitato. Il costo medio di un noleggio d’inverno è più basso rispetto all’estate.
E’ utile monitorare ogni giorno i siti road.is e safe.travel.is. per conoscere lo stato delle strade in tempo reale. L’app ufficiale del meteo islandese è vedur.is: fornisce mappe sul vento e se indica raffiche sopra i 15-20m/s bisogna prestare attenzione quando si apre lo sportello dell’auto.

E’ importante rispettare il codice della strada e i limiti di velocità, tutti i parcheggi delle attrazioni turistiche sono a pagamento, 8-10 euro al giorno per auto. Una telecamera inquadra la targa al momento dell’ingresso. Il costo dei carburanti è uguale all’Italia.
Aurora boreale: come avvistarla
L’aurora boreale è un fenomeno puramente fisico: particelle solari colpiscono l’atmosfera generando luce. L’indice KP misura l’intensità dell’attività geomagnetica. Più è alto migliore è la visibilità ad occhio nudo del fenomeno. Con un KP 2-3 è già visibile, con il KP 4-5 è spettacolare ma senza il cielo limpido non si vede nulla.
Un grande aiuto viene dalle app Hello Aurora o My Aurora Forecast scaricabili gratuitamente.
Indicano il punto esatto in cui il cielo è abbastanza terso per poter vedere le luci del nord. Inoltre geolocalizzandosi inviano notifiche in tempo reale. Alcune guest house fuori città offrono le aurora wake-up call svegliando l’ospite a qualsiasi ora della notte se il fenomeno è visibile.
Ma l’aurora boreale non sempre è garantita. Bisogna essere pazienti, coprirsi con indumenti molto caldi e saper cogliere l’attimo. Avvistata la prima volta il nostro occhio si abitua e sarà sempre più facile riconoscerla.

C’è però una differenza tra il modo in cui l’occhio umano vede l’aurora boreale e quello di una fotocamera. Si pensa che sia sempre molto luminosa e di un verde fluorescente come nelle immagini. Ma ad occhio nudo appare di colore grigio-verde e meno satura, a volte regala anche lampi rosso-viola.
Se si usa una macchina fotografica serve un treppiedi, con i nuovi cellulari basta rimanere fermi qualche secondo quando si scatta.
Il villaggio di Vik, oppure i piccoli comuni di Hella e Borgarnes sono strategici per l’avvistamento dell’aurora boreale.

Dalle grotte di ghiaccio alle acque termali
L’escursione alle Ice Cave del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa che occupa l’8% della superficie totale dell’isola è una delle attività imperdibili. Ha un costo di 120 euro se si raggiunge il punto di partenza con i propri mezzi. Le grotte di ghiaccio non sono permanenti: si formano e cambiano aspetto ogni anno, probabilmente non ci saranno più nel giro di pochi mesi. L’accesso è possibile solo con guide certificate e i percorsi cambiano di stagione in stagione.

L’escursione richiede 3-4 ore tra spostamento in super-jeep (40 minuti di sterrato), camminata sul ghiacciaio e visita alle varie cavità: piccole grotte, tunnel, pareti di ghiaccio che sembrano opere d’arte contemporanea dalle tonalità tra l’azzurro e il blu elettrico. Obbligatorio l’uso di scarpe impermeabili e dei ramponi forniti dalle guide, oltre a un abbigliamento adeguato perché il vento in quota può essere molto intenso.

A qualche ora di strada più a ovest si raggiunge la Secret Lagoon di Flúðir, una delle piscine geotermiche più antiche d’Islanda. Molto meno scenografica e mediatica della Blue Lagoon o della Sky Lagoon, decisamente più costose e affollate. E’ una vasca naturale circondata da piccoli geyser fumanti e da un paesaggio rurale. Ha un costo più contenuto, attorno ai 30 euro, ma l’emozione è assicurata.

Immergersi nell’acqua a quaranta gradi indossando il cappello di lana con la temperatura esterna sotto lo zero è forse il modo più islandese per concludere una giornata tra ghiaccio e vento. La piscina è ben organizzata con spogliatoi, armadietti e phon, gli asciugamani hanno un costo extra, meglio portare con sé un telo in microfibra e le ciabatte.

Reykjavík e il minimalismo nordico
Reykjavík può essere la tappa conclusiva del viaggio. E’ una città raccolta e facile da visitare a piedi. La Hallgrímskirkja, la chiesa a forma di organo, domina lo skyline come una colata di basalto congelata. L’Harpa, il grande auditorium sul mare, riflette la luce obliqua dell’inverno.

Una visita curiosa è al Museo Fallologico, l’unico al mondo del genere, che conserva oltre 200 peni imbalsamati o in formalina di varie specie animali, dalle giraffe alle balene, oltre a tre esemplari umani e varie opere d’arte ispirate all’organo maschile.

A Reykjavík il low budget intelligente consiste nell’evitare ristoranti gourmet e scegliere indirizzi autentici. Da provare la zuppa di pesce servita dentro una forma di pane appena sfornato alla Brasserie 1892.

Come arrivare in Islanda
Voli diretti da Roma (Icelandair) e Milano (Easyjet) collegano l’Italia con l’aeroporto di Keflavik in 4-5 ore di viaggio.

Dove dormire
Guest house con un buon rapporto qualità-prezzo ideali per l’aurora boreale
–Reykjavík Residence Hotel: appartamenti centrali con cucina.
–Guesthouse Vellir (Vík): posizione isolata
–Fossatun Camping Pods & Lodge Cottages (Borgarnes): camere con cucina comune
–Arhus Cottage & Camping (Hella) gestito da una coppia italiana: camere con cucina e bagno privati

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