Zanzibar con Veratour: l’isola africana che parla italiano

Scritto da Laura Laura  in 

Jumbo…mambo…hakuna matata. Come ti chiami? Italiana? Eh sì, italiana… Su quest’isola di 85 chilometri di lunghezza per 30, grande quanto Ischia e lontana appena 40 miglia dalla Tanzania, una piccola zolla di foresta equatoriale nell’Oceano Indiano, la lingua italiana è di casa. Sono stata a Zanzibar la prima volta venti anni fa. L’isola si era da poco aperta al turismo e l’impatto non fu particolarmente entusiasmante. Nulla che mi avesse lasciato un segno indelebile.

Zanzibar zanzibar - 01 Sunset beach 004 default 300x200 - Zanzibar con Veratour: l’isola africana che parla italianoTornarci in modo strutturato con Veratour, operatore turistico di lungo corso sull’isola (due villaggi e una presenza importante anche nel finanziamento di strade e servizi) me l’ha fatta amare davvero.  Perchè, al di là dei servizi offerti, è importante la conoscenza del territorio e avere una guida esperta. Zanzibar è stata per me semplicemente sorprendente. Un mix di bellezza lussureggiante, gentilezza, tenerezza ed esotismo. Un cocktail piacevole che ti fa persino dimenticare il giorno e mezzo di pioggia ininterrotta che ci ha accolti all’arrivo. Ottobre, dice la gente del luogo, è un mese ideale ma quest’anno  fare previsioni è impossibile. Esistono però alcune certezze. I mesi perfetti per andare a Zanzibar sono dicembre, gennaio, febbraio, il nostro inverno. Da marzo in poi inizia la stagione delle piogge che dura mediamente tre mesi. Per il resto dell’anno il tempo è variabile. Ovviamente sempre con temperature equatoriali, caldo umido oscillante tra i 22 e i 27 gradi.

Arriviamo a Zanzibar dopo un volo notturno diretto di sette ore mezzo con Meridiana da Roma Fiumicino. Solo un’ora di fuso orario che diventano due con il ritorno all’ora solare in Italia. Destinazione di mare ideale anche da questo punto di vista. In realtà Zanzibar (in swahili “terra della gente nera”) è il nome dell’arcipelago che conta una cinquantina di isolette, compresa Mnemba, l’atollo privato di Bill Gates. L’isola principale che tutti considerano Zanzibar si chiama Unguja e ospita oggi 350 strutture ricettive, tra hotel, villaggi, bed and breakfast e guest house.  Dal 2009 il governo dell’arcipelago, che dipende dalla Repubblica della Tanzania, ha realizzato un’importante opera di bonifica che ha debellato il fenomeno della malaria, un tempo presente anche se in modo contenuto.

Zanzibar: Kiwengwa e il Veraclub Zanzibar Village

La nostra prima destinazione è stata Kiwengwa, sulla costa est dell’isola, dove Veratour ha un villaggio, il Veraclub Zanzibar Village della linea Atmosphere Collection (dedicata a chi cerca un ambiente rilassante) in gestione diretta dal ’97, sotto la guida di Andrea Bee, residente da anni sull’isola. La struttura è immersa in una foresta di palme da cocco, banani e frangipane. Il villaggio è intimo, affacciato sul mare e in via di ristrutturazione. Dalla prossima estate i 63 bungalow a un piano saranno completamente rinnovati.  Essere sulla costa est significa poter godere dell‘alba e di una spiaggia incontaminata e dalla sabbia bianchissima, soggetta al fenomeno dell’alta e bassa marea, che scandisce da sempre il ritmo dell’isola. Un paesaggio decisamente più selvaggio, per gli amanti del silenzio assoluto e del mistero del mare.  Dal Veraclub Zanzibar Village si può assistere ad albe meravigliose, passeggiando al mattino lungo la spiaggia interminabile di sabbia sottile e bianca come il borotalco.

Il Veraclub Zanzibar Village dispone anche di un mini-club (dai 5 ai 12 anni) e si presta ad ospitare le famiglie. Dispone di una bella piscina circondata da palme e di una zona per massaggi, tutti a base di oli essenziali ottenuti dalle piante dell’isola. Oltre al ristorante principale a buffet, per passare una serata diversa si può cenare con servizio al tavolo nell’elegante gazebo sempre all’interno della struttura. Il menu è rigorosomente a base di pesce: un trionfo del miglior pescato della zona con aragoste e cicale di mare.

Maria Facci Tosatti è la persona che ci ha condotto attraverso emozionanti escursioni a Zanzibar. E’ responsabile-settore per Veratour. Vive sull’isola da molti anni e ne è una grande conoscitrice. Grazie a Maria abbiamo visitato i villaggi tipici all’interno della foresta con le capanne di fango dove ci hanno accolto ali di bambini, e un piccolo orfanatrofio Montessori alle porte di Stone Town, guidato da una “grande” mamma, Susan che si occupa di 46 angioletti. A spiegarci valori e storia di questo popolo così mite e gentile è Kassim, guida storica di Veratour (da quasi 20 anni) che parla un italiano perfetto, condito da curiose e simpatiche citazioni nei dialetti del Belpaese. Come ha imparato così bene la nostra lingua? Semplicemente ascoltando i turisti italiani in vacanza sull’isola. Un miracolo di intelligenza e capacità di apprendimento.

Zanzibar: Nugwi e il Veraclub Sunset Beach

Dopo aver trascorso tre notti a Kiwengwa ci spostiamo sull’altra parte dell’Isola, a Nugwi presso il Veraclub Sunset Beach, che come suggerisce la parola è il luogo del tramonto. Siamo sul lato nord-ovest di Zanzibar, quello più popolato da strutture turistiche, guest house e bar sulla spiaggia. Verso l’ora del tramonto sulla spiaggia aumenta il viavai dei turisti che non vogliono perdere neppure un attimo dei meravigliosi tramonti dalle mille sfumature ambrate che l’isola è in grado di regalare.

Ci accoglie il direttore del villaggio, Sandro del Gatto, campano doc, dal carattere estroverso e accomodante. Il villaggio è stato quasi completamente ristrutturato due anni fa. La zona bar e ristorante è coperta da immensi coni di makuti (foglie di palma molto isolanti) alti 15 metri e di grande impatto visivo. Il ristorante si affaccia sulla spiaggia. E’ una cartolina ovunque ci si sieda. E la spiaggia è decisamente più vivibile rispetto alla costa est perchè il fenomeno delle maree è meno marcato. I colori netti offrono tutte le sfumature dell’acquamarina. Le stanze sono una sessantina di varie tipologia. Appartamenti con due stanze, oppure suite con due letti matrimoniali e un ampio bagno dentro edifici su due livelli circondati da palme.  Al Veraclub Sunset Beach abbiamo provato la cena zanzibarina, preceduta da un interessante cooking- show condotto da Ali, il responsabile food and beverage. Banana al cocco, chapati e sambusa i piatti provati, retaggio di una tradizione arabo-indiana.

Anche dal Veraclub Sunset Beach, con l’attenta guida della responsabile escursioni Cinzia, abbiamo effettuato interessanti visite che ci hanno portato alla scoperta dell’isola. Ma resteranno sempre indimenticabili per me i tramonti.

Hakuna Matata!

Informazioni utili

Zanzibar è collegata dall’Italia con voli diretti di Meridiana (www.meridiana.it). Le prenotazioni dei villaggi Veratour si fanno solo tramite agenzia, non on line. Ma sul web si possono scoprire le strutture e fare simulazioni di preventivi.

Per  tutte le info sui villaggi Veratour consultate il sito www.veratour.it

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